2084: LA FINE DEL MONDO

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2084: LA FINE DEL MONDO

Autore: Boualem Sansal
Casa Editrice: Neri Pozza
Anno di pubblicazione: 2016

.:SINOSSI:.

Nel 2084 si estende, su una buona parte del mondo, la grande potenza dell’Abistan, dove si parla l’abilang, una nuova lingua che ha soppiantato tutte le lingue precedenti, considerate stolti idiomi di non-credenti. Il nuovo dominio è sorto da una «Grande Guerra» contro la «miscredenza » e la sua pretesa di non sottomettersi alla volontà di Yölah e del suo rappresentante in terra, il profeta Abi. Nell’Abistan arte, pensiero, letteratura sono considerate attività corrotte di civiltà decadenti e atee. L’unica norma fondamentale è l’obbedienza a Yölah. Frustate, lapidazioni, esecuzioni negli stadi spettano a chiunque trasgredisca tale semplice norma. Dubbi, domande, riflessioni sono vietate, e ovunque risuona il grido di guerra dell’esercito di Yölah: «Andiamo a morire per vivere felici!».
Dopo due lunghi anni di assenza e un altrettanto lungo periodo trascorso in un sanatorio arroccato su una montagna per curare la sua tubercolosi, Ati ritorna alla propria città natale, Qodsabad. Per la prima volta nella sua vita comincia a essere assalito da dubbi e paure… E se fosse possibile dire di no? Se fosse possibile varcare la frontiera proibita dietro la quale sopravvive un altro mondo?
Ispirato alla celebre opera di George Orwell 1984, 2084. La fine del mondo, narra di un mondo futuro dove tutti gli incubi del presente sembrano realizzati nella forma di una terribile teocrazia totalitaria.

.:IL NOSTRO GIUDIZIO:.

Cos’è la libertà? Cosa sono la verità e il libero arbitrio?
Nell’Abistan, uno stato, qualcuno direbbe un mondo, governato da una ferrea dittatura a stampo religioso, non esiste una risposta a queste domande.
Nessuno può pensare, la lingua stessa non permette altro che sottomettersi: ogni parola contiene riferimenti a Yolah, ossia Dio, ad Abi, il suo profeta e pastore dalla vita eterna, o al Gkabul, il libro sacro scritto da Abi in persona.
Si segue il viaggio di Ati, un uomo semplice che guarito dalla tubercolosi comincia a scoprire che il mondo non è come credeva, che le verità sono nascoste sotto fitte reti di bugie.
Il suo unico scopo è capire, capire ed imparare che cos’è il mondo, cosa nasconde e soprattutto che cos’è la libertà. Non ha alcuna intenzione di ribellarsi e non lo farà mai, ma la sua sete di conoscenza lo porterà a fare scoperte che potrebbero mettere a rischio l’intero sistema.
Un libro pieno di riflessioni filosofiche su cosa siano la vita, la libertà, la sottomissione, la lingua e la verità condito con descrizioni magnifiche di un futuro non troppo lontano in cui la nostra civiltà è stata annienta da guerre e dove la legge unica del Gkabul ha preso piede.
L’ho adorato per la sua profondità e al contempo semplicità, è stato come viaggiare nell’anima di un addormentato che, all’improvviso, si accorge di potersi svegliare e diventa curioso come un bambino. Curioso come tutti siamo.
Ottimo per chi ama le distopie vecchio stampo, il contenuto del libro non ha niente a che vedere con “Hunger Games” o “Divergent”, non ci sono eroi in questo romanzo, non ci sono personaggi completamente buoni e, in certi casi, si può dire che le presenze non abbiano alcuna personalità.
L’autore ha fatto, secondo me, un lavoro magistrale nel descrivere come il totalitarismo sia in grado di attaccarsi alla mente delle persone e non lasci loro spazio per nulla.
Ati è, per me, l’emblema dell’uomo che trova se stesso nonostante le menzogne da cui è circondato. Un libro veramente spettacolare sotto ogni punto di vista.

Per me questo romanzo vale 10/10.
Lo consiglio a chi ha tempo e voglia di un libro con pochissimi dialoghi ma grandi riflessioni e grande filosofia. Lo consiglio a chi ha voglia di capire se stesso, magari, e i pericoli che si nascondono dietro certi comportamenti della società odierna.
Lo sconsiglio a chi non ama descrizioni troppo lunghe (è fatto quasi solo di descrizioni).

*Volpe

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