IL DUBBIO

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IL DUBBIO

Autore: De Crescenzo
Casa editrice: Mondadori
Anno di pubblicazione: 1993

.:SINOSSI:.
Le eterne domande dell’uomo sulla vita, su Dio, sull’universo.

.:IL NOSTRO GIUDIZIO:.
Sinossi un po’ breve?
Proprio come il libro.
Si tratta un libro filosofico che tratta, appunto, delle domande esistenziali che mettono da sempre in crisi l’animo umano: “Esiste Dio o l’universo è gestito dal Caso?”; “Cos’è il Caso e cos’é la Necessità?”; “Cos’é il Dubbio?”; “E la Relatività?”.
Con uno stile fresco, originale, ironico e divertente De Crescenzo crea domande nel suo lettore tramite brevi stralci di vita quotidiana, non si propone di darci delle risposte: nessuno le può avere se non da se stesso.
Ci racconta come lui è giunto a determinate conclusioni invitandoci a riflettere sugli stessi temi e, quando diventa più tecnico, ci tratta come allievi accompagnandoci passo passo fino a quando non otteniamo le competenze necessarie per fare il passo da soli e cominciare a pensare senza l’aiuto di questo ingegnere filosofo.
Un ottimo libro per chi desidera perdersi poche ore (è veramente breve) nella gioia del pensiero critico-filosofico.

Do al libro un 8/10, è ben strutturato, per niente pesante e molto fresco, ma è veramente troppo corto e certi intermezzi sono esageratamente lunghi.
Lo consiglio a chi è particolarmente interessato agli argomenti trattati e alla filosofia, lo sconsiglio a chi preferisce letture leggere nelle quali non serve interrogarsi sui massimi sistemi.

*Volpe

VODKA&INFERNO, La morte fidanzata

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VODKA&INFERNO, LA MORTE FIDANZATA

Autore: Penelope Delle colonne
Casa Editrice: Milena Edizioni
Anno di pubblicazione: 2016

.:SINOSSI:.
Questa è una storia che va raccontata a bassa voce, sull’epidermide del mondo. Una strana, sanguinosa famiglia. Venezia di echi dissonanti, poi la Russia di forti abbracci. Un alchemico mistero, della vodka che da incolore e innocua diventa rosso-sangue, un maniero che ha occhi per vedere, danze di balalaike, fischi cosacchi. Qualcosa di macabro, gotico, grottesco, tenero e perverso che sappia di morte, di dolore e orrore, ma anche di dolce, amaro amore. E infine una sola, piccola, insignificante domanda: può un vivo innamorarsi di un morto?

.:IL NOSTRO GIUDIZIO:.

La scrittura di questa autrice esordiente è accurata, musicale e ha un sapore antico accentuato dalla ripetizione (a tratti esasperata) di locuzioni o aggettivi.
I personaggi vengono introdotti con la loro cornice di epiteti che, malgrado i nomi russi, si imprimono bene nelle mente del lettore aiutandolo a non perdersi. Ogni personaggio è ben caratterizzato e ha personalità ben strutturata, il che rende davvero difficile trovare un vero protagonista del romanzo, un eventuale antagonista e una parte per cui tifare.
Le descrizioni scorrono in modo piacevole e trasudano magia e mistero in giusta misura divenendo a tratti una poesia gotica.
Malgrado questi doverosi apprezzamenti ci sono stati diversi elementi che hanno influito negativamente sul mio giudizio finale.
Primo fra tutti la presenza di numerosi refusi: errori di battitura, frasi lasciate incomplete e segni di cancellature lasciate tra le pagine dopo la fase di editing e correzione.
In due o tre capitoli emergono influenze dialettali o più adatte ad una produzione orale che non scritta ma, considerando lo stile virtuoso e particolare dell’autrice, è una pecca che si può perdonare e accettare come “licenza poetica”.
Di licenza poetica non si può invece parlare nel momento in cui, presumo in buona fede, si usano in maniera impropria le parole o si fa parlare in un pessimo inglese un personaggio di origini americane (fosse stato un russo lo avrei trovato divertente, ma trattandosi di una giovane americana è stato davvero fastidioso).
La trama ricorda vagamente le vicende narrate in “Via col vento”: un giovane nobile decaduto che, armato di astuzia e intraprendenza, si ingegna per riportare in auge la propria casata, il tutto condito da danze cosacche, descritte in maniera coinvolgente, raggiri amorosi e segreti di sangue e vodka, pardon, Vodka&Inferno.
Arrivata a metà del libro ho visto alcuni personaggi impazzire mo’ di maionese e ci sono state alcune parti che ho saltato a piedi pari, trovandole poco rispettose, e che, purtroppo, cadevano negli stereotipi in cui sguazzano volentieri gli scrittori radical chic.
La tematica omosessuale, che è l’ombra dietro ogni parola, viene trattata con poesia e raffinatezza, per poi scadere in alcune pagine in una pornografia ingiustificata più degna di un harmony che non di un romanzo.
Veniamo ora all’altra tematica del romanzo: i vampiri. Ho letto molto poco su queste creature, che ho sempre trovato odiose, e la mia cultura si basa unicamente sui romanzi della Rice di cui ammiro la scrittura.
In questo libro gli insegnamenti dell’autrice statunitense sono lampanti: il Principe Mickalov è solo una versione esagerata del più celebre Principe Lestat.
Personalmente, avrei apprezzato molto di più il romanzo senza questa tematica grazie alla quale, in maniera astuta, l’autrice si è infilata negli scaffali degli Young Adult e dei fantasy: laddove sguazzano la maggior parte dei giovani lettori sempre pronti a sborsare quando gli viene propinata una nuova saga.
La decadenza dei Mickalov, la lotta per il riscatto della famiglia, gli intrighi, le morti misteriose e gli amori proibiti e sofferti erano sufficienti per fare di questa storia una bella storia che, per mantenere l’elemento fantastico, poteva comunque attingere dai segreti alchemici che trapelano tra le pagine del romanzo.

Che dire? Il mio voto è appena sopra la sufficienza 6/10.
Sorvolando sul fastidio che mi hanno fatto i refusi di cui ho parlato prima, ho trovato la storia a tratti esasperante, esagerata e piena di pensieri incastrati a forza tra un periodo e l’altro o luoghi comuni reiterati o già letti e sentiti in altri romanzi.
A chi lo consiglio?
Il libro ha, come ho già detto, tematiche forti e delicate: l’omosessualità, l’esoterismo, la corruzione della chiesa ortodossa, per citarne alcuni e di conseguenza non è un romanzo per tutti.
Fan di “Shadowhunters”, “Twilight”, “Fallen”: questo NON è il libro per voi; il bel tenebroso non è un principe azzurro pronto a salvare la bella di turno né un incompreso pronto a convertirsi davanti al vero amore.
Al contrario, gli amanti di Isabella Santacroce lo potranno sicuramente apprezzare, se non altro per i protagonisti che, come quelli della scrittrice riccionese, sono gli esclusi e gli scartati dal resto del mondo. Così come i lettori affezionati ai vampiri della Rice che saranno ben lieti di leggere, dopo tanta bibliografia straniera, un po’ di letteratura gotica nostrana.

*Jo

II EDIZIONE DEL CONCORSO “Fiori, volti, emozioni”


Anche quest’anno torna il concorso fotografico a premi della pagina “Arcadia, lo scaffale sulla laguna” in occasione della primavera.
Anche quest’anno il tema del concorso sono i fiori, i lettori e le emozioni che i libri riescono a darci.
I partecipanti possono gareggiare con al massimo due foto che devono rispettare queste regole:

– In ogni immagine deve comparire almeno una PERSONA (non è importante che le si veda il volto), un FIORE o una PIANTA e un LIBRO.
– il fotomontaggio è consentito ma solo se leggero e se funzionale al miglioramento della foto.
– La foto deve essere scattata da voi (l’autoscatto è consentito).
– Non si possono ritrarre minori.
– I soggetti fotografati devono scrivere un messaggio alla pagina ed esprimere il loro consenso alla pubblicazione della foto.
– Le foto DEVONO ESSERE INVIATE TRAMITE MESSAGGIO ALLA PAGINA, per qualsiasi problema lo staff resta a disposizione per chiarimenti e aiuti.

Le foto che non rispetteranno questi punti verranno squalificate immediatamente.

PER PARTECIPARE
– Bisogna essere fan della pagina
– Le foto possono essere inviate alla pagina dal 24 marzo 2017 al 24 aprile 2017.

 

IL VINCITORE

– Il vincitore verrà scelto dai partecipanti che dovranno dare ad ogni foto un voto da 1 a 10, la foto che otterrà più “likes” verrà premiata con il “premio del pubblico”.
– TUTTI I PARTECIPANTI DEVONO VOTARE LE FOTO IN GARA O SARANNO SQUALIFICATI.
– Il vincitore sarà proclamato domenica 30 aprile ed entro quella data si potrà ancora votare la propria foto preferita.
– Il premio messo in palio è un libro, ma le spese di spedizione sono A CARICO DEL VINCITORE (eventualmente ci si può accordare per una consegna a mano).

Lo staff di “Arcadia, lo scaffale sulla laguna” resta a vostra disposizione per qualsiasi domanda e augura a tutti voi buona fortuna!

Link diretto all’evento:
https://www.facebook.com/events/170286163488587/

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Consigli pratici per un non-lettore

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Tutti i lettori sono destinati ad incontrare qualcuno che, tra una battuta e l’altra, gli confida di non essere un amante dei libri e di preferire altri passatempi a una buona lettura.
Per un lettore accanito una simile confessione equivale ad un peccato mortale, a un tradimento o a un’offesa personale. Nel migliore dei casi il non-lettore riuscirà a cavarsela con uno sguardo indignato ed un sorriso imbarazzato, ma, se ha avuto la sfortuna di incontrare un lettore permaloso, allora la sua condanna è segnata.
Questo articolo è per i non-lettori o per coloro che, incuriositi dal loro amico topo di biblioteca, vorrebbero prendere in mano un libro ma non sanno da dove iniziare.

Leggere non è un passatempo per tutti (a meno che non siate musulmani: in questo caso nessuno vi salverà dalla lettura del Corano): esattamente come il disegno, il giardinaggio, il fai da te e lo sport non tutti sono portati a questa attività che, per quanto gratificante, richiede tempo, energie e denaro al pari di qualsiasi altro hobby.
La qualità è da preferire alla quantità: uno dei problemi che maggiormente scoraggia i non-lettori e gli aspiranti lettori è la mancanza di tempo e la conseguente impossibilità di dedicarsi a letture impegnative o particolarmente lunghe. A questo disagio si aggiunge quello creato dai topi da biblioteca, che ad ogni occasione non mancano di sfoggiare la lunga lista di titoli che hanno letto per poi sciorinare gli altrettanti libri che attendono sullo scaffale il loro turno.
La lettura non è una gara né la si può considerare una raccolta di titoli di cui fregiarsi. La qualità di un libro è di gran lunga preferibile alla quantità su cui molti “estimati lettori” puntano.
Per restare in tema, sfatiamo un altro mito: i lettori “professionisti” non hanno una giornata da 48 ore né delle espansioni che gli permettono di lavorare/studiare e leggere mantenendo una buona salute fisica e mentale.
Ogni libro ha la sua stagione ed ogni stagione ha i suoi libri: come studentessa mi è capitato diverse volte, soprattutto in prossimità degli esami, di essere costretta ad abbandonare il tomo che avevo sul comodino da mesi e di ripiegare su un libro più breve e meno impegnativo, lasciando all’estate o al periodo delle vacanze i romanzi più corposi.
La vista di un romanzo da 800 o più pagine può scoraggiare un lettore che, malgrado il lavoro e gli altri impegni, cerca faticosamente di ritagliarsi del tempo per portare avanti le proprie letture e può spaventare un non-lettore o un lettore alle prime pagine che, armato di buona volontà, potrebbe finire per imbarcarsi in un’impresa troppo grande per lui, resa ancor più difficile dall’effettiva mancanza di tempo.
Un non-lettore deve rispettare i propri tempi, prendersi la libertà di piluccare qualche pagina alla settimana, prima di diventare un divoratore di capitoli, e avvicinarsi al romanzo che intende leggere con le tempistiche che trova più adatte al suo stile di vita.

Arrivati a questo punto e presa coscienza di queste considerazioni, l’aspirante topo di biblioteca può tirare un meritato sospiro di sollievo e cominciare a guardare con meno sospetto e paura ai volumi che lo fissano dalla libreria di famiglia o gli ammicca ambiguo alla luce della lampada sul comodino.
Ovviamente in questa breve guida per non-lettori si è solamente grattata la superficie e si è affrontato il problema in modo spiritoso, senza addentrarsi su domande più concrete e che, nella maggior parte dei casi, sono il vero motivo che scoraggia un neofita ad avvicinarsi con costanza alla lettura.
La scelta di un romanzo, i consigli letterari e altre questioni saranno affrontate in un momento successivo, in cui cercheremo di rispondere alle domande che ci avete posto o che potete inviarci commentando questo articolo o inviando un messaggio alla nostra pagina Arcadia, lo scaffale sulla Laguna. Ogni contributo è importante, per cui non abbiate paura di esprimere i vostri dubbi!

*Jo

2084: LA FINE DEL MONDO

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2084: LA FINE DEL MONDO

Autore: Boualem Sansal
Casa Editrice: Neri Pozza
Anno di pubblicazione: 2016

.:SINOSSI:.

Nel 2084 si estende, su una buona parte del mondo, la grande potenza dell’Abistan, dove si parla l’abilang, una nuova lingua che ha soppiantato tutte le lingue precedenti, considerate stolti idiomi di non-credenti. Il nuovo dominio è sorto da una «Grande Guerra» contro la «miscredenza » e la sua pretesa di non sottomettersi alla volontà di Yölah e del suo rappresentante in terra, il profeta Abi. Nell’Abistan arte, pensiero, letteratura sono considerate attività corrotte di civiltà decadenti e atee. L’unica norma fondamentale è l’obbedienza a Yölah. Frustate, lapidazioni, esecuzioni negli stadi spettano a chiunque trasgredisca tale semplice norma. Dubbi, domande, riflessioni sono vietate, e ovunque risuona il grido di guerra dell’esercito di Yölah: «Andiamo a morire per vivere felici!».
Dopo due lunghi anni di assenza e un altrettanto lungo periodo trascorso in un sanatorio arroccato su una montagna per curare la sua tubercolosi, Ati ritorna alla propria città natale, Qodsabad. Per la prima volta nella sua vita comincia a essere assalito da dubbi e paure… E se fosse possibile dire di no? Se fosse possibile varcare la frontiera proibita dietro la quale sopravvive un altro mondo?
Ispirato alla celebre opera di George Orwell 1984, 2084. La fine del mondo, narra di un mondo futuro dove tutti gli incubi del presente sembrano realizzati nella forma di una terribile teocrazia totalitaria.

.:IL NOSTRO GIUDIZIO:.

Cos’è la libertà? Cosa sono la verità e il libero arbitrio?
Nell’Abistan, uno stato, qualcuno direbbe un mondo, governato da una ferrea dittatura a stampo religioso, non esiste una risposta a queste domande.
Nessuno può pensare, la lingua stessa non permette altro che sottomettersi: ogni parola contiene riferimenti a Yolah, ossia Dio, ad Abi, il suo profeta e pastore dalla vita eterna, o al Gkabul, il libro sacro scritto da Abi in persona.
Si segue il viaggio di Ati, un uomo semplice che guarito dalla tubercolosi comincia a scoprire che il mondo non è come credeva, che le verità sono nascoste sotto fitte reti di bugie.
Il suo unico scopo è capire, capire ed imparare che cos’è il mondo, cosa nasconde e soprattutto che cos’è la libertà. Non ha alcuna intenzione di ribellarsi e non lo farà mai, ma la sua sete di conoscenza lo porterà a fare scoperte che potrebbero mettere a rischio l’intero sistema.
Un libro pieno di riflessioni filosofiche su cosa siano la vita, la libertà, la sottomissione, la lingua e la verità condito con descrizioni magnifiche di un futuro non troppo lontano in cui la nostra civiltà è stata annienta da guerre e dove la legge unica del Gkabul ha preso piede.
L’ho adorato per la sua profondità e al contempo semplicità, è stato come viaggiare nell’anima di un addormentato che, all’improvviso, si accorge di potersi svegliare e diventa curioso come un bambino. Curioso come tutti siamo.
Ottimo per chi ama le distopie vecchio stampo, il contenuto del libro non ha niente a che vedere con “Hunger Games” o “Divergent”, non ci sono eroi in questo romanzo, non ci sono personaggi completamente buoni e, in certi casi, si può dire che le presenze non abbiano alcuna personalità.
L’autore ha fatto, secondo me, un lavoro magistrale nel descrivere come il totalitarismo sia in grado di attaccarsi alla mente delle persone e non lasci loro spazio per nulla.
Ati è, per me, l’emblema dell’uomo che trova se stesso nonostante le menzogne da cui è circondato. Un libro veramente spettacolare sotto ogni punto di vista.

Per me questo romanzo vale 10/10.
Lo consiglio a chi ha tempo e voglia di un libro con pochissimi dialoghi ma grandi riflessioni e grande filosofia. Lo consiglio a chi ha voglia di capire se stesso, magari, e i pericoli che si nascondono dietro certi comportamenti della società odierna.
Lo sconsiglio a chi non ama descrizioni troppo lunghe (è fatto quasi solo di descrizioni).

*Volpe

Buona festa della donna!

Alle lettrici che sperano in grande,
alle sognatrici che si danno da fare,
alle scrittrici che vedono un mondo migliore,
alle artiste che colorano la vita.

Alle donne che sanno rendere bello ogni momento,
alle donne che fanno fiorire il deserto con la loro gentilezza,
alle ispiratrici che non si arrendono,
alle amiche su cui puoi sempre contare.

Buona festa della donna dallo staff di Arcadia!

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Non è un libro per ragazzi – “Good Night Stories for Rebel Girls”

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I libri sono maestri importanti, si sa, e tra le loro pagine troviamo lezioni di vita che non dimenticheremo mai, ci misuriamo con personaggi che ci assomigliano o che, al contrario, sono completamente diversi da noi e ci fanno vedere le cose da un punto di vista nuovo e straordinario.
Le favole sono il racconto pedagogico per eccellenza e ci insegnano che ad ogni azione corrisponde una conseguenza, che il bene vince in ogni caso, che i cattivi perdono sempre e comunque e che i draghi possono essere sconfitti.
Cosa succede però quando i libri diventano discriminanti nei confronti dei loro giovani lettori? Dopo tutto non si è mai sentito di una principessa che affronta e uccide il mostro, quello è il compito del prode cavaliere!
Esattamente come, se si spulcia tra la letteratura YA o per adulti, è quasi impossibile trovare un personaggio femminile che non debba necessariamente appoggiarsi ad un uomo che la aiuti a realizzarsi pienamente come donna.
Un altro dato interessante è questo: se si dividono i libri di una libreria domestica tra romanzi in cui non compare nemmeno un personaggio maschile, romanzi in cui non compare nemmeno un personaggio femminile e romanzi in cui le donne hanno ruoli minori o addirittura non hanno voce in capitolo; si osserverà che nelle ultime due categorie vi sono molti più libri di quanti non siano quelli che non hanno personaggi maschili e ancor meno sono i libri per bambini che propongono una protagonista femminile che non sia alla ricerca del suo principe azzurro.
Nella maggior parte dei libri e dei programmi televisivi (per grandi, piccini e per famiglie) le donne ricoprono ruoli secondari che, principalmente, servono a reiterare e consolidare stereotipi di genere e una visione ormai superata della donna nella società.
Questo dato di fatto, unitamente ad altri di ragione sociale, ha ispirato Elena Favilli e Francesca Cavallo, che sul sito di Kickstarter hanno lanciato una campagna di crowdfunding per finanziare il loro progetto: un libro di storie della buona notte per ragazze ribelli “Goodnight Stories for Rebel Girls” dove, al posto di principesse e altre figure inventate, vengono proposte le storie  di cento «donne straordinarie del passato e del presente» provenienti da tutto il mondo.
Elisabetta II, la pittrice Frida Kahlo, Jane Austen e la tennista Serena Williams sono solo alcune delle personalità che vengono proposte come modelli alle lettrici a cui il libro è indirizzato, con la speranza che, leggendo le biografie di queste grandi donne, si sentano ispirate e comincino a combattere per l’uguaglianza tra i sessi e ad ambire a quelle posizioni sociali e lavorative che, per il momento, restano una prerogativa del genere maschile.

*Jo

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Sullo scaffale: pagine e mimose per la festa della donna.

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In occasione della festa della donna, vogliamo proporvi uno scaffale interamente dedicato alle eroine e alle donne che hanno fatto grande la storia della letteratura.
Storie per ragazzi, lettori maturi e classici indimenticabili usciti dalle penne di autrici immortali o che hanno per protagoniste giovani e donne emancipate e coraggiose.
Chi sono i vostri personaggi femminili preferiti? Quali sono le autrici di cui non perdete nemmeno un libro?

RAGAZZI 

“Piccole donne” di Louisa Alcott: Meg, Jo, Beth ed Emily sono quattro giovani sorelle di età compresa tra gli undici e i diciassette anni. Le quattro sorelle, tutte magistralmente descritte e caratterialmente diverse, vivono con la madre, molto attenta e prodiga di buoni consigli, in attesa del ritorno del padre, partito per la Guerra di Secessione come cappellano. Le vicende della famiglia March si susseguono una dopo l’altra, con storie piacevoli ed altre dolorose, ma sempre affrontate con coraggio e dignità dalle giovani protagoniste, che conducono una vita “decorosa”, radicata a saldi principi morali.

“Storia di una ladra di libri” di Mark Zusak: Fu a nove anni che Liesel iniziò la sua brillante carriera di ladra. Certo, aveva fame e rubava mele, ma quello a cui teneva veramente erano i libri, e più che rubarli li salvava. Il primo fu quello caduto nella neve accanto alla tomba dove era stato appena seppellito il suo fratellino. Stavano andando a Molching, vicino a Monaco, dove li aspettavano i loro genitori adottivi. Il secondo, invece, lo sottrasse al fuoco di uno dei tanti roghi accesi dai nazisti. A loro piaceva bruciare tutto: case, negozi, sinagoghe, persone… Piano piano, con il tempo ne raccolse una quindicina, e quando affidò la propria storia alla carta si domandò quando esattamente la parola scritta avesse incominciato a significare non solamente qualcosa, ma tutto. Accadde forse quando vide per la prima volta la libreria della moglie del sindaco, un’intera stanza ricolma di volumi? Quando arrivò nella sua via Max Vandenburg, ex pugile ma ancora lottatore, portandosi dietro il “Mein Kampf” e infinite sofferenze? Quando iniziò a leggere per gli altri nei rifugi antiaerei? Quando s’infilò in una colonna di ebrei in marcia verso Dachau? Ma forse queste erano domande oziose, e ciò che realmente importava era la catena di pagine che univa tante persone etichettate come ebree, sovversive o ariane, e invece erano solo poveri esseri legati da spettri, silenzi e segreti.

“Cose che nessuno sa” di Alessandro D’avenia: Margherita ha quattordici anni e sta per varcare una soglia magica e misteriosa: l’inizio del liceo. Un mondo nuovo da esplorare e conquistare, sapendo però di poter contare sulle persone che la amano. Ma un giorno, tornata a casa, ascolta un messaggio nella segreteria telefonica: è di suo padre, che non tornerà più a casa. Margherita ancora non sa che affrontando questo dolore si trasformerà a poco a poco in una donna, proprio come una splendida perla fiorisce nell’ostrica per l’attacco di un predatore marino. Accanto a lei ci sono la madre, il fratellino vivace e sensibile e l’irriverente nonna Teresa. E poi Marta, la compagna di banco sempre sorridente, e Giulio, il ragazzo più cupo e affascinante della scuola. Ma sarà un professore, un giovane uomo alla ricerca di sé eppure capace di ascoltare le pulsazioni della vita nelle pagine dei libri, a indicare a Margherita il coraggio di Telemaco nell'”Odissea“: così che il viaggio sulle tracce del padre possa cambiare il suo destino.

“Harry Potter – Saga” di J.K. Rowling: Harry Potter è un ragazzo di undici anni che, in seguito alla misteriosa morte dei genitori, vive con gli zii, i Dursley, al numero 4 di Privet Drive.
Ogni giorno Harry è vittima delle angherie del cugino e delle cattiverie ingiustificate degli zii che non perdono mai occasione per screditarlo e sbattergli in faccia la generosità con cui lo hanno accolto e cresciuto. La vita di Harry è tuttavia destinata a cambiare all’indomani del suo undicesimo compleanno, stormi di gufi sorvolano l’abitazione dei Dursley e lettere misteriose  vengono fatte prontamente sparire, accrescendo la curiosità del ragazzo. L’arrivo di un gigante buono svelerà il mistero e Harry si ritroverà a vagare in un mondo magico dove i ragazzi e le ragazze studiano per diventare maghi e streghe, dove le persone possono trasformarsi in animali, e lo sport si pratica a cavallo di velocissimi manici di scopa. Ma il pericolo è dietro l’angolo e, frequentando la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, Harry dovrà sfoderare tutto il suo coraggio e trovare degli amici fidati per affrontare il male senza esserne sedotto.

“Hunger Games – La trilogia” di Suzanne Collins: Katniss Everdeen sa bene che vincere significa fama e ricchezza, perdere significa morte certa; ma per vincere bisogna scegliere. Tra sopravvivenza e amore. Tra egoismo e amicizia. La trilogia Hunger Games include i romanzi: “Hunger games”, “La ragazza di fuoco”, “Il canto della rivolta”.

“Divergent – Saga” di Veronica Roth: Divergent. Una scelta può cambiare il tuo destino. Beatrice deve scegliere la fazione a cui dedicare la propria vita. La decisione si fa ancora più difficile quando scopre di essere un’anomalia del sistema. Insurgent. Una scelta può annientarti. Mentre la guerra tra le fazioni sta per scoppiare, Tris deve decidere da che parte stare e abbracciare completamente il suo lato divergente. Allegiant. Una scelta può segnarti. L’appassionante conclusione della saga distopica che ha appassionato milioni di lettori in tutto il mondo.

“Queste oscure materie- Saga” di Philip Pullman: Lyra, ragazzina impetuosa, appassionata, onestissima e ingenua bugiarda, vive al Jordan College di Oxford. Oxford non è lontana da Londra, e Londra è in Inghilterra. Ma il mondo di Lyra è ben diverso dal nostro. Oltre l’Oceano c’è l’America, ma lo stato più importante di quel continente si chiama Nuova Francia; giganteschi orsi corazzati regnano sull’Artico; lo studio della natura viene chiamato “teologia sperimentale”. E soprattutto ogni essere umano ha il suo daimon: un compagno, una parte di sé di sesso opposto al proprio, grazie al quale nessuno deve temere la solitudine.
Nel nostro universo vive Will, orgoglioso, sensibile, leale e coraggioso, ma sfuggente come un gatto: i due ragazzi, provenienti da mondi diversi, si incontrano, si scontrano e diventano amici per la pelle. Will è in possesso della lama sottile, un misterioso coltello che permette il passaggio tra i mondi. Lyra però è al centro di un’antica profezia delle streghe e il Magisterum ha decretato la sua morte. Will e Lyra sono coscienti di avere un compito importante da svolgere, ma non sanno quale sia: perché la profezia si avveri non dovranno obbedire a un destino predefinito, ma essere liberi di scegliere.

“Fangirl” di Rainbow Rowell: Approdata all’università, dove la sua gemella Wren vuole solo divertirsi tra party, alcool e ragazzi, la timidissima Cath si trova sola per la prima volta e si rinchiude nella sua stanza a scrivere la fanfiction di cui migliaia di fan attendono il seguito. Ma una compagna di stanza scontrosa con il suo ragazzo carino che le sta sempre intorno, una professoressa di scrittura creativa che pensa che le fanfiction siano solo un plagio, e un affascinante aspirante scrittore che vuole lavorare con lei, obbligheranno Cath ad affrontare la sua nuova vita.

ADULTI:

“Il cavaliere d’inverno – Trilogia” di Paullina Simons: Leningrado, 1941. In una tranquilla sera d’estate Tatiana e Dasha, sorelle ma soprattutto grandi amiche, si stanno confidando i segreti del cuore, quando alla radio il generale Molotov annuncia che la Germania ha invaso la Russia. Uscita per fare scorta di cibo, Tatiana incontra Alexander, un giovane ufficiale dell’Armata Rossa che parla russo con un lieve accento. Tra loro scatta subito un’attrazione reciproca e irresistibile. Ma è un amore impossibile, che potrebbe distruggerli entrambi. Mentre un implacabile inverno e l’assedio nazista stringono la città in una morsa, riducendola allo stremo, Tatiana e Alexander trarranno la forza per affrontare mille avversità e sacrifici proprio dal legame segreto che li unisce.

“Prometto di sbagliare” di  Pedro Chagas Freitas: Il locale è affollato e rumoroso. L’uomo è seduto vicino alla finestra e guarda il cielo grigio, annoiato come ogni lunedì mattina. Improvvisamente si volta e lei è lì, di fronte a lui. Gli occhi carichi di stupore e l’imbarazzo tradito dal tremito delle dita che afferrano la borsa. Sono passati anni dall’ultima volta che l’ha vista, il giorno in cui l’ha lasciata. Senza una spiegazione, senza un perché, se n’è andato spezzandole il cuore. Da allora, lei si è rifatta una vita, e anche lui. Eppure solo ora si rende conto di non avere smesso di amarla neanche per un secondo. Per questo, quando lei cerca di fuggire da lui, troppo sconvolta dalle emozioni che la scuotono, l’uomo decide di fermarla. E nel loro abbraccio, in mezzo ai passanti, prometterle di tentare, agire, cadere, sbagliare di nuovo. Amarla. Davvero e per sempre. Questa sembrerebbe la fine, ma non è che l’inizio della loro storia. Perché ogni loro gesto, ogni lettera che si scrivono, ogni persona che incontrano, ha un universo da raccontare. E l’amore è il filo rosso che lega tutto. Quante volte ci siamo chiesti com’era l’amore da cui siamo nati? Come si è sentito nostro padre la prima volta che ci ha tenuto in braccio? L’emozione più grande è quella di ritrovare quello che si è perso e amarlo di nuovo, come se fosse la prima volta.

“Ogni mattina a Jenin” di Susan Abulhawa: “La nostra rabbia è un furore che gli occidentali non possono capire. La nostra tristezza fa piangere le pietre.”
Attraverso la voce di Amal, la brillante nipotina del patriarca della famiglia Abulheja, viviamo l’abbandono della casa dei suoi antenati di ‘Ain Hod, nel 1948, per il campo profughi di Jenin. Assistiamo alle drammatiche vicende dei suoi due fratelli, costretti a diventare nemici: il primo rapito da neonato e diventato un soldato israeliano, il secondo che invece consacra la sua esistenza alla causa palestinese. E, in parallelo, ripercorriamo la storia di Amal: l’infanzia, gli amori, i lutti, il matrimonio, la maternità e, infine, il suo bisogno di condividere questa storia con la figlia, per preservare il suo più grande amore.
La storia della Palestina, intrecciata alle vicende di una famiglia che diventa simbolo delle famiglie palestinesi, si snoda nell’arco d quasi sessanta anni, attraverso gli episodi che hanno segnato la nascita di uno stato e la fine di un altro.  In primo piano c’è la tragedia dell’esilio, la guerra, la perdita della terra e degli affetti, la vita nei campi profughi, come rifugiati, condannati a sopravvivere in attesa di una svolta. L’autrice non cerca i colpevoli tra gli israeliani, che anzi descrive con pietà, rispetto e consapevolezza, racconta invece la storia di tante vittime capaci di andare avanti solo grazie all’amore.

“Lettere a una ragazza in Turchia” Antonia Arslan: “Tu devi avere un coraggio nuovo, mia ragazza di Turchia. Ti vogliono rimandare indietro a tempi lontani, mentre a te piacciono capelli al vento e gonne leggere, ascoltare musiche forti, andare a zonzo con gli amici e sentirti uguale a loro. Vorresti lottare a viso scoperto. E invece dovrai scoprire di nuovo il coraggio sotterraneo dei deboli, l’audacia che si muove nell’ombra, e cercare nella tua storia antica le ragioni e la forza per sopravvivere.” Queste le parole di Antonia Arslan nella sua lettera immaginata a una ragazza turca. Con la maestria che è solo dei grandi narratori, Antonia Arslan ripercorre le vicende delle sue antenate armene, tessendo un racconto che si dipana attraverso un filo teso dai tempi antichi per arrivare fino ai giorni nostri. Perché la paura subdola che ci colpisce ogni giorno, le oscure premonizioni che si propagano da Oriente a Occidente, da Istanbul a Bruxelles, sono le stesse delle donne armene che si sono sacrificate in nome della libertà. L’antidoto contro la paura è la memoria, è il tappeto di storie di chi ha subito un ribaltamento del suo mondo all’improvviso. L’autrice della “Masseria” ci regala un libro intimo, attualissimo, un viaggio straordinario in cui rida vita alle vicende di donne che combattono per il proprio futuro e per restare se stesse.

“Tempesta di neve e profumo di mandorle” di Camilla Läckberg : Manca poco meno di una settimana a Natale. Adagiata contro le rocce grigie, con le sue casette di legno ammantate di neve, Fjallbacka regala uno spettacolo particolarmente suggestivo, un paesino fiabesco affacciato sul mare di ghiaccio. Martin Molin, collega di Patrik Hedstrom alla stazione di polizia di Tanumshede, ha raggiunto la fidanzata Lisette sulla vicina isola di Valo per una festa di famiglia. Mentre il vento infuria, durante la cena il vecchio patriarca dall’immensa fortuna muore improvvisamente. Nell’aria si avverte un vago aroma di mandorle amare, e a Martin Molin non resta che cercare di far luce su quella morte misteriosa. Intanto, la violenta tempesta che agita le acque gelide dell’arcipelago non accenna a placarsi, e ogni contatto con la terraferma è interrotto.

“L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery : Renée Michel sembra essere la comunissima portinaia del numero 7 di rue Grenelle, un condominio parigino abitato da famiglie facoltose: è apparentemente sciatta, pigra, perennemente presa dalla cura del suo gatto (Lev, in onore di Tolstoj), dalla televisione e dalle sue piccole faccende private. In realtà, Reneé è una persona coltissima: si interessa di arte, di filosofia, di cinema, di musica classica e di cultura giapponese ma preferisce dissimulare la propria erudizione. È vedova, ma non affronta la sua solitudine con rancore o nostalgia, bensì esplorando ogni sfaccettatura della propria anima, ogni sfumatura dei propri sentimenti con grande distacco e grande perizia filosofica. Solo un segreto doloroso, celato sino alla fine, sfugge alle sue analisi.

“Il profumo delle foglie di limone” di Clara Sanchez : Spagna, Costa Blanca. Il sole è ancora caldo nonostante sia già settembre inoltrato. Per le strade non c’è nessuno, e l’aria è pervasa dal profumo di limoni che arriva fino al mare. È qui che Sandra, trentenne in crisi, ha cercato rifugio: non ha un lavoro, è in rotta con i genitori, è incinta di un uomo che non è sicura di amare. Si sente sola, ed è alla disperata ricerca di una bussola per la sua vita. Fino al giorno in cui non incontra occhi comprensivi e gentili: si tratta di Fredrik e Karin Christensen, una coppia di amabili vecchietti. Sono come i nonni che non ha mai avuto. Momento dopo momento, le regalano una tenera amicizia, le presentano persone affascinanti, come Alberto, e la accolgono nella grande villa circondata da splendidi fiori. Un paradiso. Ma in realtà si tratta dell’inferno.Perché Fredrik e Karin sono criminali nazisti. Si sono distinti per la loro ferocia e ora covano il sogno di ricominciare. Lo sa bene Julián, scampato al campo di concentramento di Mauthausen, che da giorni segue i loro movimenti. Sa bene che le loro mani rugose si sono macchiate del sangue degli innocenti. Ma ora, forse, può smascherarli e Sandra è l’unica in grado di aiutarlo. Non è facile convincerla della verità. Eppure, dopo un primo momento di incredulità, la donna comincia a guardarli con occhi diversi e a leggere dietro quella fragile apparenza. Adesso Sandra l’ha capito: lei e il suo piccolo rischiano molto. Ma non importa. Perché tutti devono sapere. Perché è impossibile restituire la vita alle vittime, ma si può almeno fare in modo tutto ciò che è successo non cada nell’oblio. E che il male non rimanga impunito.

“Il linguaggio segreto dei fiori” di Vanessa Diffenbaugh : Victoria ha paura del contatto fisico. Ha paura delle parole, le sue e quelle degli altri. Soprattutto, ha paura di amare e lasciarsi amare. C’è solo un posto in cui tutte le sue paure sfumano nel silenzio e nella pace: è il suo giardino segreto nel parco pubblico di Portero Hill, a San Francisco. I fiori, che ha piantato lei stessa in questo angolo sconosciuto della città, sono la sua casa. Il suo rifugio. La sua voce. È attraverso il loro linguaggio che Victoria comunica le sue emozioni più profonde. La lavanda per la diffidenza, il cardo per la misantropia, la rosa bianca per la solitudine. Perché Victoria non ha avuto una vita facile. Abbandonata in culla, ha passato l’infanzia saltando da una famiglia adottiva a un’altra. Fino all’incontro, drammatico e sconvolgente, con Elizabeth, l’unica vera madre che abbia mai avuto, la donna che le ha insegnato il linguaggio segreto dei fiori. E adesso, è proprio grazie a questo magico dono che Victoria ha preso in mano la sua vita: ha diciotto anni ormai, e lavora come fioraia. I suoi fiori sono tra i più richiesti della città, regalano la felicità e curano l’anima. Ma Victoria non ha ancora trovato il fiore in grado di rimarginare la sua ferita. Perché il suo cuore si porta dietro una colpa segreta. L’unico capace di estirparla è Grant, un ragazzo misterioso che sembra sapere tutto di lei. Solo lui può levare quel peso dal cuore di Victoria, come spine strappate a uno stelo. Solo lui può prendersi cura delle sue radici invisibili.

CLASSICI SENZA ETA’:

“Il buio oltre la siepe” di Harper Lee:  In una cittadina del “profondo” Sud degli Stati Uniti l’onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d’ufficio di un negro accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrare l’innocenza, ma il negro sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l’episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell’infanzia che è un po’ di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte, in pagine di grande rigore stilistico e condotte con bravura eccezionale.

“Via col vento” di Margareth Mitchell:  Rossella O’Hara è la viziata e capricciosa ereditiera della grande piantagione di Tara, in Georgia. Ma l’illusione di una vita facile e agiata si infrangerà in brevissimo tempo, quando i venti della Guerra Civile cominceranno a spirare sul Sud degli Stati Uniti, spazzando via in pochi anni la società schiavista. Il più grande e famoso romanzo popolare americano narra così, in un colossale e vivissimo affresco storico, le vicende di una donna impreparata ai sacrifici: la tragedia della guerra, la decimazione della sua famiglia, la necessità di dover farsi carico della piantagione di famiglia e di doversi adattare a una nuova società. E soprattutto la sua lunga, travagliata ricerca dell’amore e la storia impossibile con l’affascinante e spregiudicato Rhett Butler, avventuriero che lei comprenderà di amare solo troppo tardi.

“Tutti i romanzi” di  Jane Austen: Jane Austen è stata definita la scrittrice più enigmatica e controversa della letteratura inglese. Per molto tempo è stata vista come una moralista e una conservatrice, le cui opere non toccano i grandi temi sociali e ideologici della sua epoca, ma ritraggono soltano il “piccolo mondo” femminile della middle class. In realtà, le storie raccontate dalla Austen, proprio per essere così clamorosamente chiuse nello spazio concesso al “femminile”, da un lato esaltano quel mondo e dall’altro costituiscono un implicito atto d’accusa verso chi ne ha segnato i confini. Sotto la superficie controllata e apparentemente convenzionale del testo si coglie una vena ironica e parodica la vera cifra della scrittura austeniana – che destabilizza i valori di una società rappresentata con brillante e divertito realismo.

“I capolavori” di Irene Nemirovsky: Sono raccolti in questo volume i racconti e i romanzi più rappresentativi dell’opera letteraria di Irene Némirovsky, dal primo testo pubblicato su una rivista, “Il malinteso”, all’ultimo, “Suite francese”, che l’autrice non potè completare. Irene scomparve fisicamente nel campo di sterminio, ma ancora prima era stata condannata all’invisibilità dalla paura che, opprimente come le mura di un lager, si materializzava intorno a lei, donna ebrea nella Francia invasa dai nazisti. Della codardia, dell’ipocrisia, della stupidità e della grettezza ottusa si vendicò nei suoi scritti, vivisezionando con una penna acuta e affilata i vizi e le virtù dei suoi compatrioti d’elezione. Senza risparmiare nessuno: contadini dipinti in paesaggi bucolici che si rivelano rozzi, violenti ed egoisti; ricchi ebrei incatenati alla loro esistenza dorata, arida e vuota, dove contano solo i beni accumulati; madri poco materne, che Irene odia con furia e di cui smaschera la fatuità, l’aridità affettiva, il bisogno di sottomettersi per avere protezione; figlie che rinunciano alla loro vita perché ormai troppo invischiate in meccanismi di rivalità e sopraffazione. In questa foresta lussureggiante di personaggi scomodi e resi alla loro nudità, di rapporti sofferti e analizzati con precisione scientifica, ci perdiamo volentieri, risucchiati da una scrittura affascinante e magnetica, come se leggessimo un unico, lunghissimo romanzo, in cui la parola fine arriva troppo presto.

“I capolavori di Agata Christie” di Agata Christie: Un elegante volume che racchiude quattro capolavori assoluti del giallo, quattro opere con cui la raffinata “signora del crimine” ha scritto la storia del genere, ormai entrato a buon diritto nella grande letteratura. Da Dieci piccoli indiani a L’assassinio di Roger Ackroyd, da Assassinio sull’Orient Express a Istantanea di un delitto: i grandi romanzi che hanno rivoluzionato il genere poliziesco.
Quattro prove magistrali dalla trama originale e perfetta, meccanismi ingegnosi in cui, a colpi di suspense, il genio di Miss Marple e di Poirot riesce a ricostruire il puzzle apparentemente incomprensibile degli indizi, risolvendo anche il più intricato mistero.
Una raccolta che rende il doveroso omaggio alla più grande giallista di tutti i tempi.

“Tutti i romanzi: Jane Eyre – Shirley – Villette – Il professore – Agnes Grey – La signora di Wildfell Hall – Cime tempestose.” di Anne, Charlotte e Emily BrontëAnne, Charlotte e Emily Brontë, le sorelle più famose della letteratura mondiale, vissero le loro travagliate e brevi vite durante la prima metà del XIX secolo nella campagna inglese, nella regione dello Yorkshire. Temendo i pregiudizi riguardo alle donne scrittrici scelsero, per pubblicare le loro opere, gli pseudonimi maschili di Acton, Currer, Ellis Bell, rispettando le iniziali del nome e cognome di ciascuna di loro. Dopo essersi dedicate, senza grandi fortune, alla pubblicazione di una raccolta di poesie, nel 1847 pubblicarono, in contemporanea, i tre romanzi Jane Eyre, Agnes Grey e Cime tempestose.
L’opera di Charlotte, Jane Eyre, un romanzo di formazione scritto in forma di autobiografia, fu accolto con notevole favore e anche Agnes Grey della sorella Anne ricevette numerose lodi, ma il pubblico e la critica dell’epoca vittoriana rivelarono scarsa lungimiranza nel decretare l’insuccesso di Cime tempestose, unico romanzo di Emily Brontë, ormai considerato un capolavoro della letteratura mondiale.

SAGGISTICA

“Le donne erediteranno la terra” di Aldo Cazzullo: «Voi donne siete meglio di noi. Non pensiate che gli uomini non lo sappiano; lo sappiamo benissimo, e sono millenni che ci organizziamo per sottomettervi, spesso con il vostro aiuto. Ma quel tempo sta finendo. È finito. Comincia il tempo in cui le donne prenderanno il potere.»
L’autore evoca il genio femminile, attraverso figure del passato e del presente, storie di grandi artiste e di figlie che salvano i padri o ne custodiscono la memoria. Racconta le battaglie che le donne conducono nel mondo e in Italia contro le ingiustizie che ancora le penalizzano, contro il masochismo che ancora le mette l’una contro l’altra o le induce a innamorarsi della persona sbagliata. E ricostruisce i mezzi con cui i maschi hanno imposto la loro egemonia per secoli, quando una femmina per rivendicare la propria libertà doveva diventare come un uomo, o almeno sembrarlo: da Giovanna d’Arco, arsa viva per non aver rinunciato all’abito maschile, alle «soldate» che si travestirono per combattere tutte le guerre.

*Jo

Leggere ti fa Bella

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Tra i personaggi delle favole più amati dai lettori, e dalle lettrici in particolare, c’è senza dubbio lei: Belle, la protagonista della favola de “La Bella e la Bestia” da cui la Disney ha tratto un film d’animazione e un live-action che uscirà nelle sale tra qualche settimana. Ma qual è il segreto del successo di questa eroina acqua e sapone?

La protagonista del classico d’animazione Disney si allontana parecchio da quella della favola così come ci viene raccontata da Beaumont e l’unico tratto che non viene alterato è la semplicità con cui la ragazza conduce le proprie giornate, gettando il cuore oltre l’ostacolo e ricercando sopra ogni cosa la semplicità. Questi tratti, di per sé sufficienti a rendere Belle un modello per qualsiasi bambino, vengono analizzati dalla Disney che trasforma la ragazza in una lettrice accanita, caratterizzando in maniera più approfondita la descrizione data dallo scrittore francese.

Belle arriva sugli schermi nel 1991 e con questo personaggio la Disney inaugura una nuova stagione di eroine che si distinguono dalle precedenti non solo per l’aspetto fisico più realistico, ma anche per il carattere che chiude definitivamente la generazione delle “donzelle in difficoltà” a cui appartengono personaggi come Biancaneve, Aurora e Cenerentola.
Fino al 1989 le principesse di Walt Disney si distinguevano per le fattezze angeliche, per gli atteggiamenti svenevoli e per la quasi totale mancanza di carattere; con Ariel, protagonista del film “La Sirenetta“, le tendenze cominciano a cambiare e il personaggio acquista un po’ di spessore: la giovane sirenetta sfodera un carattere ribelle, curioso, testardo e tutt’altro che zuccheroso; le angeliche figure che cantavano con gli uccellini e parlavano con i topolini furono superate con un balzo e questo passaggio repentino, che cercava di tenere il passo con l’emancipazione femminile, portò alla nascita di un nuovo personaggio femminile che, per quanto non pienamente sviluppato, segnava uno spartiacque che si sarebbe definito meglio con la nascita, due anni più tardi, di Belle.

La storia di Belle, così come raccontata da Walt Disney, ha un inizio che ricalca quello delle sue sorelle maggiori Biancaneve e Cenerentola. Come loro infatti, Belle è di umili origini, non ha natali nobili e indossa vestiti decisamente “casalinghi” se paragonati agli abiti che sfoggiano le altre principesse.
La bellezza interiore di Belle, che le permette di guardare oltre alle apparenze e di non giudicare nessun libro dalla copertina, non è una caratteristica innata come per Cenerentola, ma una naturale conseguenza della passione della protagonista per i libri ,che hanno temprato il suo carattere rendendola forte, sensibile, intelligente, furba e coraggiosa.
Belle è una giovane donna indipendente e combattiva che non aspetta il principe azzurro rinchiusa nella sua torre d’avorio e, al contrario delle d.i.d (chi è un fan Disney capirà la citazione) è lei stessa a garantire alla sua storia un lieto fine, e, mentre altre principesse aspettano il bacio del vero amore per poter convolare verso il loro “per sempre felici e contenti”, è lei stessa a galoppare verso il castello della Bestia per salvare il suo amato dalla furia di Gaston e spezzare l’incantesimo.

*Jo

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ASSOCIAZIONE GENITORI E INSEGNANTI

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ASSOCIAZIONE GENITORI E INSEGNANTI

Autore: R.A. Lafferty e altri
Edizione: Mondadori
Anno di pubblicazione: 1980

.:SINOSSI:.

“Uno dei più grandi misteri della fantascienza – scrive Harlan Ellison presentando al pubblico Usa questa stupefacente antologia – è perché mai i geniali, gloriosi, folli racconti del folle Lafferty non siano stati raccolti in un volume prima d’oggi.”

.:IL NOSTRO GIUDIZIO:.

Mi ero avvicinata alla lettura di questo testo circa quindici anni, spinta da mio padre che lo amava particolarmente.
Mi ero stufata al primo racconto.
Qualche giorno fa, al contrario, l’ho visto nella libreria e ho deciso di riprovare per vedere se qualcosa fosse cambiato nel testo o in me. In meno di un paio di giorni l’ho finito.
I racconti sono a carattere fantascientifico- filosofico e i miei preferiti sono stati il primo, che da il nome alla raccolta, seguito da “Le sei dita del tempo” e da “Il duello sulla montagna”.
Il finale di ogni racconto lascia dietro di sé una traccia totale di mistero: ci viene promessa una risposta ma questa risposta non arriva perché per tutto il racconto veniamo messi davanti alla ovvia fallibilità dell’uomo che, nonostante venga avvisato del pericolo che corre o venga messo davanti ai suoi limiti, non riesce a comprenderlo.
Avrà successo, quest’uomo, o fallirà?
Solo la nostra mente può dircelo.
Il finale aperto da la possibilità al lettore di continuare la storia nella propria testa creando così una gamma di finali infinita.

Lo consiglio a chi è un po’ grandicello e ha avuto una prima infarinatura di filosofia base, fosse anche quella che si impara crescendo, e a chi ama la fantascienza e il mistero.
Il mio voto, in ogni caso, è un 10/10.

*Volpe