La festa della Salute

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Nell’età moderna pochi eventi influenzarono la produzione artistica e letteraria come la peste: il flagello che ripetutamente si abbatté sul continente europeo mietendo vittime senza alcuna distinzione tra ricchi e poveri, giovani ed anziani, uomini e donne.
Tuttavia la pestilenza che ha maggiormente colpito ed influenzato la cultura seicentesca fu quella che, nel 1630, colpì il Bel Paese e le maggiori città europee: è l’epidemia che si prenderà la vita di Don Rodrigo nel romanzo “I promessi sposi“, che strapperà alla sua città il pittore Tiziano e costringerà le gondole veneziane a rivestirsi della livrea nera che tutt’ora conservano.

La storia di Venezia si intreccia spesso con quella della peste che, nella Serenissima così come in Europa, ha mietuto un gran numero di vittime riducendo drasticamente la popolazione. Non a caso furono i veneziano che, per prevenire il più possibile il contagio, introdussero la pratica della quarantena: un periodo di quaranta giorni che prevedeva l’isolamento delle navi in arrivo al fine di contenere eventuali focolai.
Tuttavia, la contumacia non era sempre una misura di sicurezza sufficiente e quando la pestilenza tornava a fare vittime tra le isole della laguna, i veneziani ricorrevano al cielo per ottenere la protezione che le precauzioni degli uomini non erano riusciti a garantire.
Vengono così erette la chiesa del Redentore, come voto per la fine della pestilenza che nel 1557 colpì la città uccidendo circa un terzo della popolazione, e la chiesa della Salute, o Santa Maria della Salute, in seguito alla drammatica epidemia del 1630.

Se vi trovate a Venezia tra il 18 e il 22 novembre potrebbe capitarvi, camminando tra le calli del sestiere di San Marco, di imbattervi in un ponte di legno di dimensioni modeste che, in maniera impertinente, si getta da un lato all’altro del Canal Grande imitando gli altri due ponti, Accademia e Rialto, che collegano le due sponde del canale: una passerella che, sostenuta da una serie di zattere, collega il Sestiere di San Marco a quello di Dorsoduro permettendo ai veneziani di raggiungere in poco tempo la Chiesa della Salute: il tempio votivo che il senato veneziano, con il beneplacito del Doge, eresse nel 1631 in seguito alla fine della pestilenza che, tra le sue vittime, privò la città del pittore Tiziano.151356j49_1188703554545151_1348157290_n
Da allora, dieci giorni dopo la festa di San Martino, i veneziani si recano in pellegrinaggio tutti gli anni alla chiesa della Salute e davanti all’icona sostano in preghiera accedendo una candela.
Un appuntamento imperdibile che fa sì che questa chiesa, solitamente ignorata e poco frequentata durante il resto dell’anno, si trasformi in una vera attrazione non solo per i veneziani che accorrono a rinnovare la propria affezione alla Madonna, ma anche per i turisti e i curiosi che, attirati dal trambusto e dalle bancarelle, vengono letteralmente traghettati dai fedeli verso le porte del santuario.

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Ad accogliere il visitatore, appena varcato una delle tre porte dell’ingresso, c’è l’altare maggiore al centro del quale è custodita l’icona cretese, oggetto della devozione dei veneziani, a cui fanno da cornice un gruppo di statue tra cui si distinguono, sulla sommità, Venezia impersonata da una donna inginocchiata, la Vergine Maria al centro intenta a scacciare la Peste che, incalzata da un angioletto, si allontana da Venezia e dalla popolazione.
La festa della Salute è, insieme a quella del Redentore che si festeggia a luglio, una delle tradizioni più radicate e famose di Venezia: un impegno e un gesto di venerazione e affetto che annualmente i veneziani rinnovano contagiando con la loro devozione anche i curiosi.

Ma non finisce qui! Come ogni festa popolare che si rispetti, anche la ricorrenza della festa della Salute ha le sue usanze più goderecce tra cui si annovera la “castradina“: un piatto tradizionale, che si consuma alla vigilia della festa, a base di cosciotto di montone, affumicato e stagionato, a cui si abbina una zuppa con foglie di verza, cipolle e vino. Se i vostri gusti sono meno ricercati, o semplicemente volete mangiare qualcosa di più leggero o veloce da consumare, le bancarelle che circondano la chiesa e fanno da cornice alle calli e ai campi sicuramente riusciranno a soddisfare le vostre esigenze con una vasta offerta di dolciumi (dalle frittelle allo zucchero filato senza dimenticare mele e frutta candita) e altri spuntini che renderanno la vostra passeggiata decisamente più gustosa.

*Jo

HUNGER GAMES

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HUNGER GAMES

Autore: Suzanne Collins
Casa editrice: MondadoriAnno di pubblicazione: 2008

.:SINOSSI:.

Quando Katniss urla “Mi offro volontaria, mi offro volontaria come tributo!” sa di aver appena firmato la sua condanna a morte. E’ il giorno dell’estrazione dei partecipanti agli Hunger Games, un reality Show organizzato ogni anno da Capito City con una sola regola: uccidi o muori.
Ogniuno dei Distretti deve sacrificare un ragazzo e una ragazza che verranno gettati nell’Arena: ne sopravvive solo uno, il più bravo, il più forte, ma anche quello che si conquista il pubblico, gli sponsor, l’audience.
Katniss appartiene al Distretto dei minatori, quello che gli Hunger Games li ha vinti solo due volte in settantatré edizioni, e con lei è stato sorteggiato Peeta Mellark: sa di avere poche possibilità di farcela. Ma si è offerta al posto di sua sorella minore e farà di tutto per tornare da lei. Da quando è nata ha sempre lottato per vivere e lo farà anche questa volta.

.:IL NOSTRO GIUDIZIO:.

Ho deciso di leggere il libro dopo aver visto il film poiché, nonostate le sue pecche, non mi era dispiaicuto più di tanto.
Ebbene, penso che sia uno dei casi rari in cui ho apprezzato il film e non poi così tanto il libro.
Per prima cosa, non ho amato per niente lo stile dell’autrice: non mi piacciono i libri scritti in prima persona e in questo in particolare ho notato che venivano usare alcune “formule” costanti per descrivere determinate situazioni (non so neanche quante volte io abbia letto “Mi tuffai sul cibo” o “ci tuffamo sul cibo”, alla lunga stanca un po’).
Penso che il libro avrebbe avuto tutto un altro spessore se la protagonista avesse avuto giusto quattro o cinque anni in più: vedere una sedicenne compiere certe azioni è piuttosto improbabile, per quanto il contesto lo “permetta”, e rede il libro e l’intera storia relativamete assurdo. Si pass ainfatti da scene in cui la sua età è ben visibile ad altre in cui siamo di fronte ad una donna adulta a cui daremo una trentina di anni!
Assolutamente geniali, al contrario, sono i personaggi adulti: da Haymitch ad Effie Trinkett passando per il presidente Snow, non ce n’è uno che non sia coerente o ben delineato. Migliori degli stessi protagonisti a mio avviso!
Ho apprezzato il chiaro e lampante riferimento al mito di Teseo e il minotauro: è stato usato bene e riscritto in una diversa epoca in cui comunque non stona affatto.
Penso che il pregio più grande di questo libro sia che tiene alta l’attenzione del lettore che, nonostante possa non amare tutti i passaggi del romanzo, si affezione alla storia in generale.

Darei a questo lbro un 8/10 consigliandolo ai lettori più giovani o a chi è rimasto ragazzo nel cuore.

*Volpe

Fiori e farfalle per coprire le svastiche

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Quante volte passeggiando, per le strade o all’università, avete visto una svastica campeggiare sbilenca sui muri degli edifici o i banchi delle aule? Come la maggior parte delle persone, alla vista del simbolo avrete provato un certo ribrezzo e, se siete temerari, avrete subito provveduto a camuffare questo segno di odio con qualcosa di più pacifico come, per esempio, un mulino a vento.
Esasperato dall’ennesima svastica comparsa sulle giostre di un giardinetto pubblico, Ibo Omari, titolare di un colorificio nel quartiere berlinese di Schöneberg, si è armato di bomboletta spray e ha trasformato il simbolo nazista in un disegno più adatto a un luogo per bambini.
Il suo esempio è stato immediatamente copiato da altri writer che, in giro per Berlino, si sbizzarriscono trasformando le svastiche in disegni sempre diversi e originali.
Farfalle, coniglietti, fiori, persone e quadrifogli sono solo alcuni dei soggetti del movimento dei Paint Back: i writers che, su segnalazione della cittadinanza, si spostano di quartiere in quartiere per convertire i simboli dell’odio in figure colorate.

Di seguito riportiamo alcune delle trasformazioni più originali e meglio riuscite di questi writers berlinesi.

*Jo

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Brividi tra le righe – I vincitori

La prima edizione di “Brividi tra le righe” si è ufficialmente conclusa. Un’edizione turbolenta che, purtroppo, ha visto anche alcuni scrittori ritirarsi ormai prossimi al traguardo.
Atmosfere cupe, incubi che diventano realtà, leggende e racconti in cui il grottesco e il macabro si mescolano hanno caratterizzato le opere in gara che, a modo loro, si sono tutte distinte per lo stile, l’originalità e la correttezza del testo.
Il primo posto è stato conquistato dal racconto di Sher Jones “L’uomo nero”: la storia dietro allo spauracchio dell’uomo nero, un penny dreadful che non vi consigliamo di leggere prima di andare a dormire.
Al secondo posto “Ti voglio bene” di Carlo Omodeo Zorini: una storia grottesca che sarebbe stata sicuramente apprezzata dagli ideatori dei penny dreadful e dai loro scanzonati lettori.
Al terzo posto troviamo Ida Daneri e “Urla nella notte”: i pensieri e i tormenti di un’anima maledetta e innamorata, disperata e assassina che alla notte e alla terra affida il suo dolore e ciò che resta della sua ultima vittima.
Le storie “Sai che hai degli occhi bellissimi?” e “La casa torre” sono state squalificate per mancata votazione da parte degli autori.
Mentre le storie di Devyani Berardi, “La gondola”, e Annrose Jones, “Il ventaglio”, sono state ritirate su richiesta delle autrici.
Tutti i componimenti restano, tuttavia, a disposizione dei lettori su questo sito e sulla pagina Facebook: Arcadia, lo scaffale sulla Laguna.
Lo staff di Arcadia si congratula con il vincitore e con tutti gli scrittori che hanno partecipato con le loro storie!

*Lo staff

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Libri per ricostruire

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La ricostruzione passa anche dall’istruzione, è questa l’idea che ha portato alla firma di un protocollo d’intesa della durata di tre anni tra l’Associazione Italiana Editori (AIE) e il Ministero Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) per assicurare agli studenti, residenti nei comuni e nelle zone colpiti dal sisma dello scorso 24 agosto, la fornitura gratuita dei testi scolastici.

Una collaborazione, quella tra MIUR e AIE, iniziata sui social con il lancio, da parte del Ministero, dell hashtag #RipartiamoDallaScuola: un appello subito raccolto dagli editori, che hanno inviato gratuitamente i libri di testi agli alunni della scuola secondaria di I e II grado che frequenteranno i corsi nelle scuole dei comuni di Amatrice, Arquata, Accumoli e Pescara del Tronto.

– Abbiamo risposto all’appello del Ministro Giannini offrendo la nostra disponibilità. A quel punto, la Direzione Generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione del MIUR ci ha chiesto di partecipare alla task force che per tre anni assisterà i comuni delle aree terremotate attraverso un accordo triennale con il quale garantiremo la fornitura dei libri scolastici.-, sono queste le parole di Giorgio Palumbo, Presidente del Gruppo Educativo di AIE. – Ci impegniamo a donare agli studenti delle scuole coinvolte i libri di testo che utilizzeranno durante l’anno scolastico per dare loro un primo aiuto pratico e garantire il diritto allo studio di questi ragazzi.-

Il protocollo firmato da AIE e MIUR prevede una durata di tre anni nel corso dei quali un comitato valuterà per ogni anno scolastico le reali necessità in modo da aiutare in modo concreto e mirato gli studenti e le loro famiglie già provate dal terremoto del 24 agosto.

-Il terremoto non può toglierci nulla, nemmeno i libri. Ringrazio l’AIE per aver dato insieme a noi questo messaggio potente. Nella pronta disponibilità e nella tangibile solidarietà colgo un abbraccio e un invito al ritorno alla normalità che inizia dalla scuola e parte dai libri, un bene di prima necessità per i nostri ragazzi.-, ha detto il Ministro Stefania Giannini.

*Jo

Instabook: la app che non sbaglia una citazione.

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Quante volte vi è capitato di citare un libro senza riuscire a ricordarne il titolo o l’autore? Quante volte vi è capitato di citare un romanzo sbagliandone il titolo o di farlo nel modo sbagliato?
Instabook, l’applicazione sviluppata da ARAndroid, nasce proprio per risolvere questi ed altri problemi comuni per i lettori più smemorati o che, dopo aver divorato pagine e pagine, fanno fatica a ricordare in quale libro hanno letto una determinata citazione.

Come funziona? L’idea da cui si sviluppa questa app è la stessa di Shazam: risalire al titolo di una canzone e al suo autore attraverso alcune note o parole del testo.
Partendo da questo principio, gli sviluppatori hanno pensato ad un’applicazione che, come in un memory letterario, abbinasse ogni citazione al suo romanzo ed ogni romanzo al suo autore.
Una volta inserita la citazione (a cui si può aggiungere l’autore, o presunto tale, per rendere la ricerca più rapida ed accurata), Instabook stila una lista dei libri in cui è presente la citazione o, nel caso la frase non sia stata menzionata correttamente, pertinenti con la nostra ricerca.
Cliccando sui titoli che vengono proposti, si accede ad una scheda libro in cui vengono elencati il titolo del libro, il suo autore, una breve descrizione e le valutazioni date dai lettori. Inoltre è possibile condividere sui social il frutto della propria ricerca, nonché acquistare il volume dallo store di Google.
La versione base dell’app è gratuita, tuttavia acquistandola si attivano funzioni extra quali il blocco della pubblicità e la ricerca vocale.

*Jo

La festa di San Martino

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Narra la leggenda, che in una fredda notte di novembre Martino cavalcasse avvolto nel suo pesante mantello per difendersi dal vento pungente e dalla pioggia, quand’ecco che gli si avvicinò un mendicante che gli chiese una piccola elemosina. Commosso da quel gesto, il futuro santo, non avendo con sé né denaro né cibo, smontò da cavallo e con la spada tagliò a metà il suo lungo mantello, regalandone una parte al povero infreddolito.
Riprendendo la via, Martino si accorse con suo grande stupore che il freddo si era fatto meno feroce e che anche il vento aveva cessato di soffiare, sostituito da un clima più mite, quasi estivo.
Quella notte, in sogno, Gesù apparve a Martino rivelandosi come il mendicante a cui aveva regalato il mantello e lo ringraziò per quel gesto di compassione.

Se l’11 novembre vi capita di passeggiare per Venezia potreste imbattervi nei Cavalieri di San Martino: bambini armati di pentole e coperchi che fanno un gran baccano per le strade attirando l’attenzione di viandanti e commercianti e la curiosità dei turisti. Questi coraggiosi cavalieri, con tanto di mantello rosso e corona in testa, vanno di porta in porta recitando una filastrocca chiedendo la carità e promettendo, in cambio di una dolce ricompensa, di allontanare il demonio.
Una tradizione italiana che, seppur con qualche difficoltà dovuta alla concorrenza di feste più commerciali, resiste tra le nuove generazioni di veneziani e ha negli anni contagiato anche i comuni veneti sulla terra ferma.
Ci sono molte e diverse versioni della filastrocca che questi drappelli urlanti intonano, per comodità noi ne riportiamo solo una a cui ne seguono altre due che i bambini recitano se hanno o meno ricevuto in dono qualcosa.

Oh che odori de pignata!
Se magnè bon pro ve fazza,
Se ne de del bon vin
cantaremo S.Martin!

S.Martin n’à manda qua
Perché ne fe la carità
Anca lu, co’l ghe n’aveva
Carità ghe ne faceva.

Fe atenzzion che semo tanti
E fame gavemo tuti quanti
Stè atenti a no darne poco
Perché se no stemo qua un toco!

Oh che odore di cucina!/ Se mangiate buon pro vi faccia,/ se ci date del buon vino/ canteremo San Marino!

San Martino ci manda qua/ perché ci facciate la carità,/ anche lui, con quel che aveva,/ la carità faceva.

Fate attenzione che siamo tanti/ e abbiamo fame tutti quanti/ state attenti a non darcene poco,/ perché se no stiamo qua un bel po’!

Una volta ottenuta la loro ricompensa, i bambini ringraziano recitando un’altra filastrocca:

E con questo la ringraziemo
Del bon animo e del bon cuor
Un altro ano ritornaremo
Se ghe piase al bon Signor
E col nostro sachetin
Viva, viva S.Martin!

E con questo la ringraziamo/del buon animo e del buon cuore/ un altro anno ritorneremo,/ se gli piace al buon Signor/ e con il nostro sacchettino/ viva, viva San Martino!

Se invece i bambini vengono liquidati a mani vuoti, allora il saluto che rivolgono è meno cordiale:

Tanti ciodi gh’è in sta porta
Tanti diavoli che ve porta
Tanti ciodi gh’è in sto muro
Tanti bruschi ve vegna sul culo.

Tanti chiodi ha questa porta/ tanti siano i diavoli che vi portano/ tanti chiodi ci sono in questo muro/ tanti siano i foruncoli che vi vengano nel culo./

Ma San Martino non è una festa solo per bambini, infatti, se vi guardate intorno, san-martino1nelle vetrine dei panifici e delle pasticcerie potrete notare un dolce, le cui dimensioni variano da forno a forno così come le decorazioni, a forma di cavaliere ricoperto di dolcetti e altre ghiottonerie.
E’ il dolce di San Martino: una tradizione culinaria veneziana che ogni anno viene rinnovata e invade, letteralmente, le vetrine dei negozi con i suoi colori sgargianti.
Se volete provare a fare il dolce di San Martino, qui trovate la ricetta e le indicazioni per creare il vostro cavaliere di pasta frolla.

Con questo non mi resta che salutarvi e augurare a tutti voi, veneziani e non, buon San Martino!

Viva, viva S.Martin!

*Jo

Novità sullo scaffale – Novembre 2016

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Anche questo mese, vi proponiamo le novità in uscità più importanti. Tra grandi autori e nuove promesse: eccovi i titoli!

“Il Labirinto degli specchi”, Ruiz Zafon Carlos: il 22 novembre, dopo quasi 12 anni dall’uscita de “L’Ombra del vento”, esce l’ultimo capitolo di questa saga firmata Zafon.
Qui, l’autore mostra la maestosità del mondo dei libri, l’arte di raccontare storie e il meraviglioso legame che vi è tra la scrittura e la vita.

“La Fine della storia”, di Luis Sepulveda: In questo romanzo, in uscita il 3 novembre 2016, il protagonita Juan Belmonte, ex combattente cileno, sarà chiamato ad aiutare i servizi segreti russi con le sue grandi capacità di spionaggio.
Il romanzo passa attraverso tutta la storia del novecento raccontandone miseri e grandezze fino ad arrivare agli anni di Belmonte.

“LaRose” di Louise Erdtich: Nella riserva di indiani ojibwe cominciano i preparativi per la fine del secondo millennio e, annesse ad essi, serpeggiano le preoccupazioni per la fine del mondo.
Tuttavia, la tragedia è molto più reale rispetto alle profezie apocalittiche ed arriva quando uno zio uccide per sbaglio il nipote durante una battuta di caccia. Come ripagare questa perdita? Secondo le antiche tradizioni indiane, il colpevole deve provvedere a donare alla famiglia del defunto un ragazzo di eguale valore.

“La Spia” di Paolo Coelho: Il romanzo parla di Mata Hari che Coelho definisce come una delle prime femministe della storia che ha sfidato le convenzioni della sua epoca e si è costruita una propria vita indipendente.
La vita di questa donna è piena di avventura, successi e rischi e ancora oggi è motivo di grandissimo stupore.

“Il Segno della croce” di Glenn Cooper: Ecco un altro grandissimo nome della letteratura che fa il suo ritorno con un romanzo che promette benissimo.
Un sacerdote si sveglia nel cuore della notte con le mani fasciate intrise di sangue, prega che tutto finisca, che gli venga risparmiato quel dolore. Ma non è così.
Il destino dell’umanità è inciso sulle sue mani e dipende tutto solo da lui. Questo romanzo è un invito a passare oltre i confini tra storia, scienza e religione  con un’avventura a dir poco sorprendente.

“La Paranza dei bambini” di Roberto Saviano: Dopo il suo esordio con “Gomorra” che è diventato uno dei romanzi, e poi serie tv, più amati in Italia, Saviano torna con un nuovo romanzo.
Parla sempre delle realtà a lui conosciute, pervase dalla malavita, ma con toni decisamente diversi rispetto alla serie precedente.

“Il Marchio dell’inquisitore” di Marcello Simoni: Il romanzo di Simoni promette di essere un successo, proprio come i precedenti. In questo libro, l’inqusitore Girolamo Svampa viene chiamato ad investigare su un uomo trovato morto in un torchio da stampa nella Roma del 1600.
Tuttavia, l’inquisitore non sarà il solo a cercare di risolvere un mistero: qualcosa farà chiaramente intuire che il segreto più grande è nascosto proprio nel suo passato.

“Gli Assalti alle panetterie” di Haruki Murakami: Questo romanzo fa  parte della “serie di fuori serie” ed è illustrato da Igor Tuveri.
Un gruppo di ragazzi affamati decide di derubare una panetteria, non per soldi ma appunto per il pane. La sorpresa arriva quando il panettiere non solo non si oppone ma dichiara che darà loro tutto il pane che vorranno se loro ascolteranno un brano di Wagner.

“Padrona di Casa” di Marilynne Robinson: E’ la storia di due orfane e di una casa, una casa che ha sul retro un lago nero che porta con sé lo spettro della morte del loro nonno e della madre.
Le due sorelle avranno due strade diverse a porteranno sempre dentro di sé il ricordo di quella casa che non sopravviverà all’incuria del tempo.

“Non luogo a procedere” di Claudio Magris: E’ un romanzo che racconta della guerra, di un museo in cui le armi raccontano la loro storia e la nostra fatta di passioni e deliri, di cattiverie e bontà. E’ la storia di una donna  erede delle grandi sfortune della storia ebraica e della schiavitù dei neri.  Magris con il suo stile frammentato e allo stesso terribile e preciso ci porta ad analizzare le nostre colpe.

“Volevo toccare le stelle” di Mike Horn: Autobiografia di un uomo che nella vita ha fatto davvero l’impossibile. Si passerà da discese sul Rio delle amazzoni ad ogni tipo di avventura sino ad arrivare alla sfida più difficile in stile alpino senza ossigeno o corde fisse. Ci racconterà le sue motivazioni e le sue fonti di ispirazione che lo hanno portato ad inseguire i suoi sogni letteralmente in ogni parte del mondo.

“La Classe dei misteri” di Joanne Harris: Un romanzo sorprendente che narra la strana vicenda che porterà un anziano professore di lettere classiche ad indagare sul nuovo rettore della scuola di St. Oswald. Un suo ex studente legato ad una storia non proprio felice che sembra affascinare tutti tra docenti e studenti che però riporterà a galla ricordi legati ai tempi bui che teme il professore.
L’anziano uomo dovrà prendere una decisione: fare giustizia o salvare la scuola a cui ha dedicato tutta la sua vita?

“Il Falcone ed altri racconti” di Giorgio Scerbanenco: In questa raccolta, uno dei più grandi scrittori noir italiani si confronta con i grandi della letteratura.
Riscrive alcune pagine di autori come Dostoevskij, Checov, Maupassant, de Musset, Cervantes e Boccaccio con il suo stile unico, contemporaneo e un’ambientazione del tutto nuova a questi grandi classici: Milano.

“Buone feste” di Alex Cross: E’ la vigilia di natale e il nostro protagonista si sta apprestando a terminare le decorazioni quando riceve una chiamata. Un avvocato ha preso in ostaggio tutta la sua famiglia e minaccia di ucciderli.
Soltanto la capacità

METRO 2034

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METRO 2034

Autore: Dmitry Glukhovsky
Casa editrice: Multiplayer.it,
Anno: 2011

. : SINOSSI : .

Metro 2034 è una storia di scelte. Scelte tra il bene e il male, tra il fine e i mezzi, tra amore e dovere, mali minori e maggiori. Decisioni che possono cambiare la vita di una persona e decisioni sulle quali poggia il destino del genere umano…una storia di amore, speranza e fede le tre cose che fanno sopravvivere un uomo in un mondo senza speranza per il domani.

. : Il nostro giudizio : .

Rispetto al primo capitolo, che ho divorato malgrado, ho visto un leggero calo e, purtroppo, ha deluso le mie aspettative come solo un sequel di una saga contemporanea riesce può fare.
La trama si sviluppa seguendo le vicende di tre personaggi: tre sagome (a cui se ne aggiunge una quarta) che non sembrano avere nulla da spartire; Hunter, che ritorna dopo una lunga assenza da “Metro 2033”, con una nuova missione per salvare il popolo della metro, Sasha, una ragazzina che ha vissuto gran parte della sua vita in isolamento con la sola compagnia del padre reietto, e Nicolay Ivanovich (in arte Omero), un imbrattacarte che vive tra la nostalgia del passato e l’ossessione di lasciare ai posteri un’opera che eguagli le grandi epopee classiche.
Bugie, verità frammentate, complotti di cui non si può parlare e fughe da una stazione all’altra si assecondano di capitolo in capitolo confondendo, a tratti, le idee sia ai personaggi sia al lettore.
Ritroviamo Artyom, anche lui resuscitato dopo la strage dei tetri, ma sul suo destino dopo le vicende di “Metro 2033” l’autore non ci svela niente (rimedierà forse in “Metro 2035?).
Avvalendosi di un ritmo narrativo che trovo più consono ad un videogioco che non ad un romanzo, l’autore frammezza scena di lotta, sparatorie e massacri a pagine di autentica poesia in cui si scava non solo dentro l’animo del singolo, ma si fanno vibrare i sentimenti che accomunano ogni essere umano vivente: il senso della vita, della morte, del bene e del male, la costante tendenza dell’anima all’immortalità sia sulla terra che nella vita oltre la morte; pagine dense che riscattano degnamente le parti più noiose o ridondanti.

Come ho già detto: rispetto al primo capitolo della saga mi aspettavo molto di più, quindi il mio voto cade da 10/10 a 7,5/10, con la speranza che “Metro 2035” risollevi in zona cesarini la mia considerazione su questa saga. Consiglio questo libro? Sì: la distopia creata da Glukhovsky è terribilmente credibile, ben strutturata e senza nulla lasciato al caso.
Non ci sono eroi adolescenti con manie di rivoluzione (anche se Sasha si impegna parecchio nel ruolo di prima donna) e sicuramente  piacerà molto a chi ama i ritmi narrativi serrati e i misteri della metro e dell’animo umano.

*Jo

Brividi tra le righe – I° edizione

Raccolta dei racconti brevi che partecipano alla prima edizione del concorso “Brividi tra le righe”.
In questo album e sul sito web della pagina sarà possibile votare i propri racconti preferiti fino a domenica 13 novembre.
I non partecipanti possono esprimere la loro preferenza utilizzando il “like” di Facebook o il “mi piace” di wordpress per eleggere il vincitore del premio del pubblico.
I partecipanti, o chi ne fa le veci, devono recensire le storie in gara esprimendo un giudizio sullo stile, l’originalità e la correttezza del testo.
Inoltre per fare la loro classifica possono votare usando le emoticons LOVE (4 punti) WOW (3 punti) AHAH (2 punti).
Si possono usare le tre emozioni UNA VOLTA SOLA, invitiamo quindi i concorrenti a leggere attentamente le storie in gara e a dare a tutti gli scrittori la meritata attenzione senza farsi prendere dalla fretta.
I concorrenti, che non hanno un account facebook ma sono iscritti a wordpress, possono votare sul sito wordpress assegnando alle tre storie più meritevoli un punteggio da 2 a 4 e recensendo le opere in gara esprimendo un giudizio sulle voci sopra indicate..


Info e regolamento:

Regolamento
Vai all’album

Link diretto alle storie in concorso:

La gondola
L’uomo nero
Il ventaglio
Ti voglio bene
Urla nella notte
La casa torre
Sai che hai degli occhi bellissimi?

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