Writing Tips #1: Il discorso diretto

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In questa nuova rubrica, desideriamo spiegarvi, in modo giocoso, come utilizzare alcune importanti e difficili regole della grammatica italiana, soprattutto dal punto di vista editoriale.

Ho deciso di cominciare dal discorso diretto, non tanto perché sia di per sé difficile (chiunque è in grado di usarlo, visto che siamo soliti parlare tra di noi), quanto per le regole della punteggiatura e degli spazi che lo accompagnano. Questi sono infatti la croce (solo croce, niente delizia!) di molti scrittori e dei loro editori che al centesimo inserimento di uno spazio mancato cominciano ad avere tic nervosi e istinti omicidi.

Per cominciare, parliamo dei simboli grafici generalmente utilizzati per la stesura di un dialogo, essi sono tre:
1. Le virgolette basse, quelle difficili da trovare e che inserirò con dei banali maggiore  ripetuto due volte e minore ripetuto due volte, anche se è totalmente scorretto. Un peccato che siano in teoria le più corrette e utilizzate (<<…>>);
2. Le virgolette alte (“…”);
3. I trattini (-…-).

Cominciamo dalle più insidiose, complicate, introvabili ed esageratamente regolate, nonché teoricamente più corrette, virgolette basse o “Caporali” (geniale usare le virgolette alte per scrivere il nome delle virgolette basse, no? Altra struttura grammaticale, però.)
Non è necessario inserire uno spazio tra le virgolette di apertura, la maiuscola e la fine della frase e le virgolette di chiusura.

ES. <<Ciao, come stai?>>

Non è necessario che il punto fermo (“.” questo signorino qui), e solo il punto fermo, sia all’interno delle virgolette, si può trovare anche al di fuori, l’importante è che sia una scelta uniforme per tutto il racconto.
Per quanto riguarda le virgole e i punti  virgola, essi si possono trovare sia all’interno sia all’esterno del discorso diretto, dipende sostanzialmente da dove sono più sintatticamente corretti: se la virgola interrompe il discorso diretto, allora andra all’interno, se invece si tratta di una virgola che interrompe la parte di narrazione che comprende anche il dialogo, andrà fuori.
ES.
Virgola dentro: << Signore, >> disse il sergente, << ci stanno attaccando.>>  (Il discorso diretto completo e corretto è quindi “Signore, ci stanno attaccando”. La virgola serve)
Virgola fuori: << Il caporale >>, disse il sergente << è completamente pazzo.>> (Il discorso diretto completo e corretto è quindi “Il caporale è completamente pazzo”. La virgola non serve)

Quando il discorso diretto è concluso, i caporali vanno sempre chiusi, anche se si va a capo. L’unico caso in cui vanno lasciate aperte, e vanno anche ripetute, è se si tratta dello stesso personaggio che continua a parlarci.

ES.
<<Avremmo dovuto dirci tante cose.
<< Ma non ne abbiamo avuto alcuna possibilità.>>
NON
<< Avremmo dovuto dirci tante cose. >>
<< Ma non ne abbiamo avuto alcuna possibilità.>>

Passiamo velocemente alle virgolette alte, da qui ve lo prometto, è tutto in discesa.
Mi dispiace informarvi che più avanti dovrete scordarvi di metà delle regole imparate per il precedente segno grafico.
Non serve neanche qui lo spazio tra la virgoletta di apertura e la maiuscola e quella di chiusura e il segno di punteggiatura. Naturalmente, è necessario inserire un due punti (:) prima dell’apertura del discorso diretto.

ES: Marco mi guardò e disse: “Ciao, come stai?”

Per quanto riguarda i trattini, le cose cambiano ancora un po’.
per cominciare, qui va inserito uno spazio tra il trattino di apertura e quello di chiusura.

ES.
– Ciao, Come stai? –

Se all’enunciato segue una descrizione, il trattino di chiusura va inserito, altrimenti si può (Anzi, si deve) fare a meno di inserirlo.
ES.
1.
– Ciao, come stai? – Chiese svogliato il giovane che sembrava pià interessato alle proprie scarpe rispetto che alla sua giovane amica.
2.
– Ciao, come stai?
– Bene, grazie!

E con questo abbiamo terminato le regole un po’ ostiche del discorso diretto. Ho deciso appositamente di non trattare il confronto tra discorso diretto e discorso indiretto poiché avrebbe richiesto troppo tempo e, alla fine, non è una lezione di scuola ma delle istruzioni su come in editoria va sistemata la punteggiatura del dialogo.

*Volpe

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