Se hai questi sintomi (forse) sei uno scrittore

Quando si pensa allo scrittore e al suo mestiere si corre con la mente ad immagini romantiche di fogli lasciati in giro, notti passate a parlare con le stelle e lunghe passeggiate per le strade deserte di un piccolo borgo rurale.
Lo scrittore è un mestiere che affascina e la letteratura è una di quelle arti con cui tutti, almeno una volta nella vita, si sono cimentati ottenendo anche dei risultati soddisfacenti.
Ma quali sono le caratteristiche di uno scrittore, i suoi tratti distintivi? Esistono, nei nostri comportamenti e nelle nostre abitudini, degli indizi che potrebbero rivelare la nostra attitudine alla narrazione e la nostra vocazione di scrittore?
Secondo Bustle.com esistono nella nostra quotidianità e nella nostra storia sono nascosti undici indizi che svelerebbero la nostra innata natura di scrittore.

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1. Sei un vero topo di biblioteca

Ogni scrittore è stato a suo tempo, e continua ad esserlo, un lettore accanito: nessuno libro è al sicuro quando nei paraggi c’è uno scrittore a caccia. Nessun autore, nemmeno il più piccolo e sconosciuto, può sperare di salvarsi dalla mente affamata di creatività di un lettore appassionato e lo stesso vale per articoli, riviste e qualsiasi cosa contenga parole e contenga informazioni nuove ed interessanti.

2. “Leggete, sì, ma quando lo dico io!”

Ogni scrittore scrive per essere letto, ma ogni volta che qualcuno legge un linusmanoscritto appena concluso o la bozza di un articolo ecco il panico sopraggiungere e ti penti di aver sottoposto così frettolosamente agli occhi di qualche sconosciuto il tuo lavoro.
Gli sguardi amici diventano quelli di critici spietati, pronti a mettere in discussione ogni parola, ogni virgola e a contestare trama, personaggi e stile.
Hai paura di far leggere un pezzo non ancora concluso, ma hai anche paura di consegnare al mondo il manoscritto terminato. Farlo leggere a persone care è fuori discussione! Ma anche l’idea di farlo leggere a perfetti sconosciuti, che non mostrerebbero alcuna pietà per i nostri errori, non ti sembra poi così allettante.

3. Alla domanda “che lavoro fai?” rispondi “Sono uno scrittore!”.

Scrivere è per te un lavoro dignitoso tanto quanto quello di impiegato, infermiere o fornaio e ti stupisci che i tuoi amici non riescano a capirlo. La sicurezza di un lavoro full time ti stuzzica, ma poi dove troveresti il tempo per dedicarti alla scrittura?

4. Peccati di gioventù.

Nessuno scrittore è nato dal nulla e ha partorito al primo tentativo un capolavoro divenuto subito bestseller. Se sei uno scrittore da sempre, fin da giovane ti sei cimentato nella stesura di racconti e romanzi che, con la maturità, hai prontamente distrutto o cancellato dall’hard disk del computer per evitare che qualcuno trovasse i tuoi scritti sconclusionati.

5. Nessuno vuole giocare con te.

Scarabeo, il gioco dei nomi e qualsiasi altro gioco in cui si debbano usare le parole sono per te causa di emarginazione. Nessuno vuole giocare con te e avere a che fare, anche solo per il tempo di una partita, con un concorrente che sembra aver mangiato pane e vocaboli tutti i giorni della sua vita.

6. Hai una relazione con persone morte o inventate.

 I tuoi autori preferiti sono per te amici e sei capace di parlare con i loro fantasmi per ore ed ore, riuscendo persino ad immaginare le loro risposte. Non sono solo mentori, ma vere e proprie amicizie di cui conosci pregi e difetti e per cui provi un amore che non riesci a spiegare senza essere creduto pazzo o essere spacciato per necrofilo.
La cosa non migliora quando, tra una pagina e l’altra, ti accorgi di esserti innamorato di un personaggio in un libro o di uno partorito dalla tua mente.

7. La carta è meglio

 Ovviamente la vita da eremita non è una condizione sine qua non per essere uno scrittore, , ma sono molti quelli che si sentono maggiormente a proprio agio quando sono circondati dalla carta stampata e non dalle persone. 250px-Lil-AgitatorDoversi esprimere in pubblico, parlare a braccio può essere problematico per te che preferisci esprimerti usando carta e penna e lasciando i tuoi messaggi su un pezzo di carta. La tua timidezza, che rappresenta un brutto ostacolo nei confronti verbali, sparisce quando sei chiamato ad esprimere la tua opinione per
iscritto e nessuno riesce a fuggire dalla tua dialettica e dalla correttezza con cui ti esprimi.

8. Vuoi una macchina da scrivere (meglio se d’epoca).

E’ il tuo sogno nel cassetto, il regalo che annualmente chiedi a Babbo Natale: una macchina da scrivere (meglio ancora se d’epoca); l’oggetto che più di tutti incarna l’ideale di scrittore e che, con quelle linee sinuose e i rumori caratteristici riesce più che mai a trasportarti nel mondo delle parole e della creatività.

9. Da nessuno a personaggio.

A lungo andare i tuoi comportamenti sospetti un po’ da investigatore privato un po’ da personaggio pittoresco, attirano l’attenzione di concittadini e di chi, per un motivo o per un altro, ti gravita intorno e quotidianamente assiste ai tuoi monologhi silenziosi, al tuo inveire contro i personaggi sovversivi e al tuo farneticare parole senza senso fino a trovare quella che stai cercando e che si incastra perfettamente nel periodo lasciato in sospeso.

10. Moltiplicazioni miracolose.

Non hai idea di quando o come sia successo: una mattina ti sei semplicemente svegliato e hai trovato casa tua invasa da centinaia di libri e riviste che non ricordi di aver mai comprato e che ora appesantiscono scaffali già pieni e tavoli su cui non trova spazio nemmeno una tazzina da caffè.

11. L’ispirazione è come innamorarsi di nuovo per la prima volta.

Scrivere è un’attività gratificante se si ha la giusta ispirazione, e tu che ciondoli tra momenti di massima attività e lunghi giorni di noia e vuoto lo sai meglio di tutti.
Manuali, corsi, rituali, minacce al computer e a se stessi non possono competere con il momento in cui si viene colti dall’ispirazione e il mondo si colora di nuove tinte, suggerendoti parole e idee che fino a qualche secondo prima non avresti nemmeno sognato. E’ come essere innamorati, come assaporare un pezzetto di felicità che non ti verrà tolta e continuerà nelle pagine nelle parole che restano anche quando l’ispirazione è finita e l’aridità creativa è tornata.

*Jo

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