Novità sullo scaffale – Settembre 2016

14203082_290467787983910_735454232_o.jpgA partire da questo settembre, abbiamo deciso di presentarvi le novità in uscita in libreria mese per mese.
A settembre troverete tanti ritorni, sequel di romanzi che lo scorso anno hanno fatto letteralmente impazzire il pubblico dei lettori, libri più criticati per le scelte degli autori e nuovi autori che sembrano affacciarsi con una certa audacia nel panorama letterario.

ROMANZI ROSA:

“L’uomo che inseguiva i desideri” di Phaedra Patrick: Il primo settembre uscirà in libreria questo libro che è già stato definito come “Il caso editoriale dell’anno”, ha stupito molti librai che lo hanno letto in anteprima ed è  già stato pubblicato in più di venti paesi: decisamente un libro che dovrebbe essere presente, almeno come idea, sulle liste di coloro che amano i romanzi d’amore, pieni di passione e sogni.
“E’ la storia di un amore che si nutre di piccole cose”

“Prometto di perdere” di Pedro Chagas Freitas: l’attesissimo seguito di “prometto di sbagliare” che ha dominato le classifiche italiane per mesi, arriverà in libreria il 16 settembre.
Pedro Chagas ha il pregio di saper parlare d’amore con una grandissima poesia, e di saper raccontare di un amore vero che si spezza ma si ricostruisce e nel quale vince solo chi non molla.
“Bisogna credere nell’impossibile e convincere l’altro che l’amore non è una bugia, un’invenzione dei poeti. È dentro ognuno di noi. Basta non avere paura, paura di perdere.”

NARRATIVA:

“La natura Esposta” di Erri De LucaAttesissimo ritorno di De Luca alla narrativa con questo nuovo romanzo nel quale un uomo di molti mestieri è incaricato di un delicato restauro. La statua del crocifisso contiene segreti che si rivelano solo al tatto. Bisogna risalire a diverse nudità per eseguire. C’entra una città di mare e un villaggio di confine, un amore d’azzardo e una volontà di imitazione.
Fu attesa l’ora del tramonto, per l’effetto di luce arrossata sopra il marmo. Prese aspetto di carne, le ombre mossero le forme.”

GIALLI E THRILLER:

“La promessa: il sesto caso della sezione Q” di Jussi Adler-Olsen: Facile comprendere che sia il sesto romanzo di una ormai conosciuta e lunga serie ambientata nella gelida danimarca.
Christian Habersaat cerca senza successo di far luce sulla morte misteriosa di una ragazza, che gli apparve allora su una strada di campagna, appesa a testa in giù tra i rami di un albero. La Sezione Q, specializzata in casi irrisolti, è la sua ultima speranza.

“L’artista del coltello” di Irvine Welsh: Gi amanti di questo autore avranno una bellissima sorpresa nel veder tornare, in un thriller dai toni cupi e punte di spietata ironia, uno dei personaggi più amati di “Trainspotting”.
Frank Begbie, con un passato assai oscuro, quando viene a sapere della morte del figlio con il quale non ha rapporti da anni, decide di tornare in Scozia. Il libro ruota attorno ad una domanda spietata: può un uomo come Begbie dominare il suo lato oscuro?
“Di Welsh ce n’è uno solo e dovete leggerlo.” – The Observer

“Piccoli pensieri omicidi” di Gabriella Galt: Una serie di brevi racconti di omicidi che sono rimasti sulla carta, uno sfogo a quei piccoli pensieri omicidi che quotidianamente ci prendono e non possiamo lasciare liberi. Divertente, a modo suo morale, catarchico- educativo, un invito a essere proattivi: se quel cadavere si ostina a non passare, armatevi di penna e datevi da fare.
“«Perdonami», mi ha detto, «ho rincontrato il mio primo amore, mi sono innamorato di nuovo di lei, è una passione folle, travolgente, più forte di me.» Sono un tipo accomodante, comprensivo. Ma al ritorno di fiamma, no, non ero preparata. Neanche lui, del resto. Ha preso fuoco in un attimo. Cenere, come la sua bionda.»”

“La coppia perfetta” di B.A. Paris:  Tutto sembra meraviglioso a casa di Grace e Jack Angel, si direbbe proprio che sono la coppia perfetta, ma conoscendo un po’ meglio i due alcune cose sfuggono dal quadro idilliaco che i due hanno costruito. Perché Grace non risponde mai al telefono di casa? Perché esce solo se anche Jack è presente? Perché ci sono sbarre alla finestra della camera?
Questo è uno dei migliori esordi dell’anno, sono state vendute oltre 600.000 copie in soli cinque mesi. Il ritmo serrato e la capacità di svelare gli oscuri segreti di una coppia perfetta hanno entusiasmato sia i lettori sia gli editori.
“Jack e Grace sono la coppia perfetta… o la bugia perfetta?”

FANTASY:

“I custodi di Slade House” di David Mitchell: Un nuovo romanzo regalatoci dallo scrittore di Cloud Atlas uscirà il sei settembre con una nuova storia che si muove agilmente tra diversi generi fino ad arrivare al finale a sorpresa. Voltato l’angolo di una via di Londra, proprio dove occhieggiano le vetrine di un popolare pub inglese, lungo il muro di mattoni che costeggia un vicolo strettissimo, se tutto gira per il verso giusto, troverete l’ingresso di Slade House.

Harry Potter e la maledizione dell’erede di J.K. Rowling: Il 24 settembre avremo tra le mai, finalmente, forse il libro più discusso dell’anno. Da quando le prove sono cominciate, non si è fatto altro che parlare dello spettacolo teatrale di cui questo libro è il copione. Si tratta, a tutti gli effetti, dell’attesissimo “Ottavo libro” di una delle saghe più famose la quale ha accompagnato l’adolescenza e l’infanzia di miliardi di persone. La domanda,  a questo punto, è se sarà o meno all’altezza degli altri: alcuni fans hanno parecchie remore a riguardo!
ATTENZIONE: ci teniamo a ricordare che questa non è la versione finale. Sebbene la prima delle prove teatrali aperte al pubblico (definita “anteprima mondiale”) sia stata fatta a giugno del 2016, la versione finale sarà messa in scena a gennaio del 2017 e con essa uscirà il copione ufficiale.

LETTERATURA STRANIERA:

“Il rumore del tempo” di Julian Barnes:  Questo autore ci racconta una storia vera, la storia di un musicista russo, Dimitrij Sostakovic, che la mattina del 29 gennaio 1939 legge una terribile recensione ad un suo recente spettacolo.
Non si trattava solo della recensione negativa capace di rovinare la giornata di un artista. Neppure della stroncatura in grado di distruggergli la carriera. Nell’Età del terrore del compagno Stalin un editoriale del genere, e il conseguente stigma di nemico del popolo, poteva interrompere la vita stessa.
“Ma essere un vigliacco non è facile. Molto piú facile essere un eroe. A un eroe basta mostrarsi coraggioso per un istante: quando estrae la pistola, quando lancia la bomba, attiva il detonatore, fa fuori il tiranno e poi se stesso. Essere un vigliacco significa invece imbarcarsi in un’impresa che dura una vita. Mai un po’ di riposo. C’è da anticipare la successiva occasione in cui si dovrà tergiversare, mostrarsi servili, giustificarsi… Essere un vigliacco richiede costanza, fermezza, impegno a non cambiare.”

“Lo stupore di una notte di luce” Clara Sanchez: L’attesissimo seguito di “Il profumo delle foglie di limone”, uno dei libri più amati degli ultimi tempi e come il precedente, questo libro promette di essere un successo. Uscirà verso il dodici settembre, ma ha già moltissime recensioni positive da chi lo ha avuto in anteprima.
Lo stupore di una notte di luce è una storia indimenticabile sulla forza delle scelte e il coraggio di non tradirle. Sulla impossibilità di dimenticare il male e sulle colpe che devono essere punite. Una storia di amore e speranza dove nessuno crede che possa essercene ancora.
Sei sicuro di proteggere chi ami?
Sei sicuro che sia tutto finito?
Il passato ritorna sempre
e adesso è ora di affrontarlo

“Confusione. La saga dei Cazalet 3” di Elizabeth J. Howard: Questo libro riprende le vicende della famiglia Cazalet dopo circa un anno rispetto al finale di ” Il Tempo dell’attsa”, circa nel marzo del 1943. Archiviata ormai da tempo la leggerezza dei primi anni e terminata finalmente anche la lunga attesa che ne è seguita, assistiamo finalmente all’ingresso nel mondo delle giovani Cazalet. La fine della guerra, ormai prossima, sta per aprire le porte a un mondo nuovo, più moderno e con inedite libertà, soprattutto per le donne. E infatti Louise, Clary, Polly e Nora si avvieranno su strade disparate, tutte sospese tra la vecchia morale vittoriana del sacrificio e un costume nuovo, più libero, in cui le donne lavorano e vivono a testa alta, senza troppe complicazioni, la loro vita amorosa e sessuale.
“La scrittrice più interessante della sua generazione.” – Martin Amis

“The Girls” di Emma Cline: Libro di una giovanissima scrittrice che immagina un mondo che non ha potuto vivere. Ambientata nell’estate del 1969, ci viene raccontata la storia della quattordicenne Evie che, bisognosa di attenzioni e piena di insicurezze, si fa prendere dal mondo di un gruppo di ragazze conosciute al parco mostrando nei loro confronti una certa di venerazione, specie per Suzanne, la più grande del gruppo. Così, quando viene invitata nella comune hippy in cui le ragazze vivono tutte insieme con un carismatico guru, neanche lontanamente riesce a intuire quanto si stia avvicinando al cuore del male. “L’accidia si interrompe un giorno al parco, quando Evie vede per la prima volta Suzanne e le altre, oscene e bellissime in mezzo alla folla.”

AUTOBIOGRAFIE:

“Born to run” di Bruce SpringsteenL’artista e cantante Bruce Springsteen, ha sorpreso tutti con la decisione di pubblicare un’autobiografia che uscirà in contemporanea in tutto il mondo il 27 settembre. Il titolo, naturalmente, si rifà ad una sua celebre canzone.
Nell’autobiografia di Bruce Springsteen tro­viamo l’ispirazione di un autore unico e la saggezza di un uomo che ha riflettuto a fondo sulle proprie esperienze.
“La città da cui vengo è piena di piccoli impostori, e io non faccio eccezione. A vent’anni non ero un ribelle che sgommava con le auto da corsa, ma un chitarrista per le strade di Asbury Park, già membro a pieno titolo di quella categoria di personaggi che ‘mentono’ al servizio della verità… gli artisti con la ‘a’ minuscola. ”

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Schizzi d’autore

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Non di rado gli scrittori decidono di affiancare alle loro storie dei piccoli schizzi: disegni semplici ed essenziali, scarabocchi che riescono a fermare un’idea prima che scompaia e che certamente rendono più vivi quei personaggi i cui nomi vengono vergati con l’inchiostro o battuti ripetutamente sui tasti di un computer.

In occasione dell’uscita dell’ottavo capitolo della saga di Harry Potter, “Harry Potter e la maledizione dell’erede”, l’autrice J.K Rowling ha condiviso con i fan alcune delle illustrazioni che hanno accompagnato e a volte ispirato la stesura della famosa serie.
Schizzi e veri e propri disegni, precisi nei minimi dettagli, in cui la scrittrice inglese ha immortalato i volti dei suoi personaggi o ha raccontato, accantonando per qualche momento la penna e il computer, gli episodi più famosi ed amati dei suoi libri, affidando la propria creazione ai tratti di una matita.

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Il bambino che è sopravvissuto
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I Weasley
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Percy Weasley e il professor Mcgonagall
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Le occhiate sinistre di Piton durante l’ora di pozioni
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Lo specchio delle brame
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Una partita a Quidditch

Ovviamente queste sono alcuni dei disegni che la Rowling ha condiviso con i suoi affezionati lettori e noi ci auguriamo che presto ne rilasci altri insieme ad altre informazioni e curiosità su quello che, anche a distanza di anni, resta uno degli universi letterari più amato e sognato da intere generazioni.

*Jo

Se hai questi sintomi (forse) sei uno scrittore

Quando si pensa allo scrittore e al suo mestiere si corre con la mente ad immagini romantiche di fogli lasciati in giro, notti passate a parlare con le stelle e lunghe passeggiate per le strade deserte di un piccolo borgo rurale.
Lo scrittore è un mestiere che affascina e la letteratura è una di quelle arti con cui tutti, almeno una volta nella vita, si sono cimentati ottenendo anche dei risultati soddisfacenti.
Ma quali sono le caratteristiche di uno scrittore, i suoi tratti distintivi? Esistono, nei nostri comportamenti e nelle nostre abitudini, degli indizi che potrebbero rivelare la nostra attitudine alla narrazione e la nostra vocazione di scrittore?
Secondo Bustle.com esistono nella nostra quotidianità e nella nostra storia sono nascosti undici indizi che svelerebbero la nostra innata natura di scrittore.

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1. Sei un vero topo di biblioteca

Ogni scrittore è stato a suo tempo, e continua ad esserlo, un lettore accanito: nessuno libro è al sicuro quando nei paraggi c’è uno scrittore a caccia. Nessun autore, nemmeno il più piccolo e sconosciuto, può sperare di salvarsi dalla mente affamata di creatività di un lettore appassionato e lo stesso vale per articoli, riviste e qualsiasi cosa contenga parole e contenga informazioni nuove ed interessanti.

2. “Leggete, sì, ma quando lo dico io!”

Ogni scrittore scrive per essere letto, ma ogni volta che qualcuno legge un linusmanoscritto appena concluso o la bozza di un articolo ecco il panico sopraggiungere e ti penti di aver sottoposto così frettolosamente agli occhi di qualche sconosciuto il tuo lavoro.
Gli sguardi amici diventano quelli di critici spietati, pronti a mettere in discussione ogni parola, ogni virgola e a contestare trama, personaggi e stile.
Hai paura di far leggere un pezzo non ancora concluso, ma hai anche paura di consegnare al mondo il manoscritto terminato. Farlo leggere a persone care è fuori discussione! Ma anche l’idea di farlo leggere a perfetti sconosciuti, che non mostrerebbero alcuna pietà per i nostri errori, non ti sembra poi così allettante.

3. Alla domanda “che lavoro fai?” rispondi “Sono uno scrittore!”.

Scrivere è per te un lavoro dignitoso tanto quanto quello di impiegato, infermiere o fornaio e ti stupisci che i tuoi amici non riescano a capirlo. La sicurezza di un lavoro full time ti stuzzica, ma poi dove troveresti il tempo per dedicarti alla scrittura?

4. Peccati di gioventù.

Nessuno scrittore è nato dal nulla e ha partorito al primo tentativo un capolavoro divenuto subito bestseller. Se sei uno scrittore da sempre, fin da giovane ti sei cimentato nella stesura di racconti e romanzi che, con la maturità, hai prontamente distrutto o cancellato dall’hard disk del computer per evitare che qualcuno trovasse i tuoi scritti sconclusionati.

5. Nessuno vuole giocare con te.

Scarabeo, il gioco dei nomi e qualsiasi altro gioco in cui si debbano usare le parole sono per te causa di emarginazione. Nessuno vuole giocare con te e avere a che fare, anche solo per il tempo di una partita, con un concorrente che sembra aver mangiato pane e vocaboli tutti i giorni della sua vita.

6. Hai una relazione con persone morte o inventate.

 I tuoi autori preferiti sono per te amici e sei capace di parlare con i loro fantasmi per ore ed ore, riuscendo persino ad immaginare le loro risposte. Non sono solo mentori, ma vere e proprie amicizie di cui conosci pregi e difetti e per cui provi un amore che non riesci a spiegare senza essere creduto pazzo o essere spacciato per necrofilo.
La cosa non migliora quando, tra una pagina e l’altra, ti accorgi di esserti innamorato di un personaggio in un libro o di uno partorito dalla tua mente.

7. La carta è meglio

 Ovviamente la vita da eremita non è una condizione sine qua non per essere uno scrittore, , ma sono molti quelli che si sentono maggiormente a proprio agio quando sono circondati dalla carta stampata e non dalle persone. 250px-Lil-AgitatorDoversi esprimere in pubblico, parlare a braccio può essere problematico per te che preferisci esprimerti usando carta e penna e lasciando i tuoi messaggi su un pezzo di carta. La tua timidezza, che rappresenta un brutto ostacolo nei confronti verbali, sparisce quando sei chiamato ad esprimere la tua opinione per
iscritto e nessuno riesce a fuggire dalla tua dialettica e dalla correttezza con cui ti esprimi.

8. Vuoi una macchina da scrivere (meglio se d’epoca).

E’ il tuo sogno nel cassetto, il regalo che annualmente chiedi a Babbo Natale: una macchina da scrivere (meglio ancora se d’epoca); l’oggetto che più di tutti incarna l’ideale di scrittore e che, con quelle linee sinuose e i rumori caratteristici riesce più che mai a trasportarti nel mondo delle parole e della creatività.

9. Da nessuno a personaggio.

A lungo andare i tuoi comportamenti sospetti un po’ da investigatore privato un po’ da personaggio pittoresco, attirano l’attenzione di concittadini e di chi, per un motivo o per un altro, ti gravita intorno e quotidianamente assiste ai tuoi monologhi silenziosi, al tuo inveire contro i personaggi sovversivi e al tuo farneticare parole senza senso fino a trovare quella che stai cercando e che si incastra perfettamente nel periodo lasciato in sospeso.

10. Moltiplicazioni miracolose.

Non hai idea di quando o come sia successo: una mattina ti sei semplicemente svegliato e hai trovato casa tua invasa da centinaia di libri e riviste che non ricordi di aver mai comprato e che ora appesantiscono scaffali già pieni e tavoli su cui non trova spazio nemmeno una tazzina da caffè.

11. L’ispirazione è come innamorarsi di nuovo per la prima volta.

Scrivere è un’attività gratificante se si ha la giusta ispirazione, e tu che ciondoli tra momenti di massima attività e lunghi giorni di noia e vuoto lo sai meglio di tutti.
Manuali, corsi, rituali, minacce al computer e a se stessi non possono competere con il momento in cui si viene colti dall’ispirazione e il mondo si colora di nuove tinte, suggerendoti parole e idee che fino a qualche secondo prima non avresti nemmeno sognato. E’ come essere innamorati, come assaporare un pezzetto di felicità che non ti verrà tolta e continuerà nelle pagine nelle parole che restano anche quando l’ispirazione è finita e l’aridità creativa è tornata.

*Jo

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UN RACCONTO NEL CASSETTO, Coming Soon

Manca davvero pochissimo tempo! I primi racconti brevi che partecipano al concorso “Un racconto nel cassetto” sono già arrivati, ma c’è ancora tempo per partecipare e far emergere il proprio talento!

Per visualizzare il regolamento ed iscrivervi potete andare sulla pagina Facebook dedicata all’evento o lasciare un commento sotto l’articolo che trovate su questo blog.

Non lasciate chiuso in un cassetto il vostro talento!

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LA REGINA DEI DRAGHI

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LA REGINA DEI DRAGHI

Autore: G.R.R. Martin
Casa editrice: mondadoriAnno di publicazione: 2001

.:SINOSSI:.
Mentre la cometa di sangue continua a brillare nel cielo dei Sette Regni, la Guerra dei Re prosegue senza esclusione di colpi. All’estremo nord, oltre la barriera di ghiaccio, forze oscure stanno facendosi sempre più minacciose e incombenti. Solo Jon Snow, figlio bastardo di lord Eddard Stark, e un pugno di Guardiani della notte, possono difendere il regno degli uomini dall’invasione di barbari e giganti agli ordini del brutale Mance Rayder.

.:IL NOSTRO GIUDIZIO:.
Diciamo che andavo abbastanza sul sicuro amando, io, molto la serie ed essendomi letteralmente mangiata i capitoli precedenti.
Adoro il modo che Martin ha di descrivere, specialmente quando si parla di psicologia del personaggio o delle battaglie: i dettagli non si sprecano, le scene di stordimento danno senso di spaesatezza al lettore stesso; si empatizza in modo totale con il protagonista del momento desiderando sapere sempre di più.
La storia scorre bene, a tratti è quasi frenetica, in altri è invece più rilassata. I personaggi sono meravigliosi, specie perchè Martin riesce a descrivere le infinite sfumature dell’animo umano facendoci vedere personaggi buoni e i loro tratti negativi e personaggi cattivi con i loro tratti positivi, cosa a cui io sono molto attaccata.
Ci sono un’infinità di richiami “Storici” che incuriosiscono tantissimo il lettore: vengono citate battaglie o personaggi importanti per il contesto in cui si svolge la vicenda e alle volte si desida di poter aver vissuto in quelle terre di ghiaccio e di fuoco per poter conoscere a propria volta quelle bellissime leggende.

Consiglierei il libro, naturalmente, a chi ha già cominciato la saga, a chi ama il fantasy o si è appassionato alla celeberrima serie televisiva.
Chi, invece, non ha mai amato particolarmente il fantasy potrebbe trovarci un formidabile thriller politico, quindi non lo scarterei a prescindere.
Penso di sconsigliare la saga in generale a chi non ama molto le scene forti o il sangue.
Penso si meriti un bel 9/10, solo perchè non è il capitolo più avvincente della saga.

*Volpe

IL CAVALIERE D’INVERNO

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IL CAVALIERE D’INVERNO

Autore: Paullina Simons
Casa editrice: BUR
Anno: 2005

. : SINOSSI : .

Leningrado, 1941. In una tranquilla sera d’estate Tatiana e Dasha, sorelle ma soprattutto grandi amiche, si stanno confidando i segreti del cuore, quando alla radio il generale Molotov annuncia che la Germania ha invaso la Russia. Uscita per fare scorta di cibo, Tatiana incontra Alexander, un giovane ufficiale dell’Armata Rossa che parla russo con un lieve accento. Tra loro scatta subito un’attrazione reciproca e irresistibile. Ma è un amore impossibile, che potrebbe distruggerli entrambi. Mentre un implacabile inverno e l’assedio nazista stringono la città in una morsa, riducendola allo stremo, Tatiana e Alexander trarranno la forza per affrontare mille avversità e sacrifici proprio dal legame segreto che li unisce.

. : Il nostro giudizio : .

Il titolo originario ‘The Bronze Horseman’ è un lampante riferimento all’omonima opera dello scrittore russo Puskin, che viene più volte menzionato nel corso del romanzo con continui ed apprezzabili citazioni e riferimenti.
La trama ha un ritmo altalenante, ben accordato con la vicenda storica che le fa da sfondo: a momenti frenetici ed appassionati, seguono pagine di calma apparente in cui il lettore si trascina seguendo stentatamente i passi della protagonista femminile e della sua famiglia.
Guerra, fame, morte, paura e dolore vengono descritti nelle loro note più realistiche e le descrizioni, soprattutto quelle dell’assedio di Leninigrado, riescono a trasmettere un’inquietudine paragonabile solamente a quella che trasmettono le testimonianze di chi la guerra l’ha vissuta e subita sulla sua pelle.
L’autrice, Paullina Simons, si è infatti ispirata alla storia della propria famiglia nella stesura di questa trilogia, di cui “Il cavaliere d’inverno” rappresenta il primo capitolo, e questa influenza emerge vividamente e violentemente nelle scene di maggior pathos che sono costruite su stralci di vissuto e non, come spesso purtroppo accade, su copioni cinematografici triti e ritriti.
I personaggi sono ben costruiti, anche se personalmente ho trovato insopportabile la protagonista femminile che a tratti si rivela un’insopportabile eroina, tuttavia, nel contesto, questo piccolo neo non intacca in maniera eccessiva la validità di questo romanzo che, per le tematiche e le tonalità con cui vengono trattate, ricorda i capolavori di Irène Némirovsky (il cui stile rimane tuttavia ineguagliato).
Uno degli ostacoli maggiori è rappresentato dai nomi poco orecchiabili e, per una lettrice “straniera”, terribilmente simili tra di loro; un problema che purtroppo è comune a molti testi russi o slavi ma che, in fin dei conti, non rappresenta un grande problema considerato il massiccio impiego dei diminutivi che rendono più facile il riconoscimento dei personaggi all’interno di una trama tutt’altro che lineare.

Il romanzo è stato a suo tempo acclamato come capolavoro della letteratura contemporanea, e devo dire che, a parte alcuni nei che ne hanno rallentato la lettura, è un libro che sicuramente merita il successo di cui ha goduto.
Come giudizio mi sento di dargli 8/10: come ho già detto il romanzo è davvero valido e merita di essere letto, tuttavia ho trovato che alcuni capitoli siano stati trattati in maniera un po’ grezza, mezzi al centro del libro come per aumentare il numero (già considerevole) delle pagine e questo ha decisamente influito negativamente sul giudizio complessivo e non mi ha affatto invogliato a continuare con la lettura dei due capitoli successivi.

*Jo

Notte di San Lorenzo – Storie e Leggende

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La notte tra il 9 e il 10 agosto è sempre stata una notte magica sia per gli adulti sia per i bamini: ritrovarsi a guardare tutti insieme il cielo alla ricerca di stelle cadenti per confidar loro i nostri desideri è il miglior passatempo per far scorrere in fretta questa notte estiva.
Se per noi è un momento di gioia, tuttavia, non è sempre stato così e oggi andremo insieme alla scoperta di alcune favole e leggende legate alle stelle che scivolano nella notte.

Partiamo dal mito che gli antichi greci avevano messo alla base di questo strano fenomeno: il mito di Fetonte, figlio di Apollo.
Si racconta che il giovane e bel figlio di Apollo, per dimostrare al compagno di avventure Epafo che era davvero figlio del dio del sole, implorò il padre di lasciargli guidare il proprio carro. Tuttavia, una volta che ne ebbe il controlo, Fetonte non fu in grado di percorrere il tragitto che il padre prendeva ogni giorno per far sorgere il sole sul mondo: volò troppo in alto dando fuoco a parte del cielo creando la via lattea; fece cadere palle di fuoco sulla Lubia rendendola deserto; riempì gli uomini di cupo terrore tanto che essi chiesero a Zeus di intervenire. Il vecchio re degli dei fu costretto a colpire il ragazzo con un fulmine ed egli precipitò creando una striscia di fuoco nel cielo.
Da quel giorno ogni anno, quando l’estate di fa più calda, per ricordare la morte del giovane, le sue sorelle, ossia le pleiadi, piangono dal cielo e le loro lacrime si tramutano in stelle che scivolano lungo la volta celeste.

Spostandoci un po’ più a Est, per la precisione nell’Antica Cina, si può notare che le stelle cadenti avevano, secondo quanto riportano gli astrologi cinesi, una valenza quasi politica: ogni volta che nel cielo venivano avvistate le stelle cadenti, non c’era alcun dubbio sul fatto che si dovesse temere qualcosa di male. Assedi, guerre o cadute e crisi di governo che fossero, gli astri che noi oggi elogimo erano segno di profondo malaugurio.

Non solo in Cina, però, le stelle cadenti vengono viste come segnali negativi: nell’antica India, le stelle cadenti vengono viste come demoni dall’aspetto di donna con i lunghissimi capelli, ossia la coda della cometa, sciolti che segnano il loro passaggio per moltissimi chilometri.
In una versione più recente, e molto simile a una delle tante credenze popolari medioevali, le stelle cadenti sarebbero le anime dei defunti che ascendono al cielo. La sola differenza con il mito cristiano, in effetti, è che secondo il medioevo cattolico si trattava precisamente delle anime dei defunti che dal purgatorio passavano al paradiso per le quali bisognava anche recitare un padre nostro.

Per ultima, analizziamo la versione più classica, dalla quale deriva anche il nome per questa elebre notte.
Il 10 Agosto dell’anno 258 d.C., San Lorenzo fu arso vivo su una graticola. Le stelle cadenti rappresentano in un certo senso sia le sue lacrime, sia le scintille che partivano dalle fiamme.

Per quanto le storie, i miti e le leggende riportate qui siano chiaramente lontane dalla realtà scientifica grazie alla quale questo fenomeno allieta le nostre sere di agosto, è bello, in un certo senso, pensare che possano essere tutte vere.
E voi? Avete una leggenda che vi sta a cuore riguardo le stelle cadenti o una storia che vi siete inventati o vi hanno raccontato da piccoli?

*Volpe