Sullo scaffale: letture da condividere a San Valentino

libri

In onore della festa degli innamorati abbiamo deciso di regalarvi una lista di libri che pensiamo possano essere letti in totale condivisione con il vostro partner in amore.
Mi raccomando: preparate della cioccolata calda con marshmallows, appoggiatevi l’uno all’altra e scegliete un bel libro insieme! Mi raccomando… non esagerate!

RAGAZZI 

“Twilight” di Stephenie Meyer: Bella si è appena trasferita a Forks, la città più piovosa d’America. È il primo giorno nella nuova scuola e, quando incontra Edward Cullen, la sua vita prende una piega inaspettata e pericolosa. Con la pelle diafana, i capelli di bronzo, i denti luccicanti, gli occhi, color oro, Edward è algido e impenetrabile, talmente bello da sembrare irreale.
Tra i due nasce un’amicizia dapprima sospettosa, poi più intima, che presto si trasforma in un’attrazione travolgente. Finora Edward è riuscito a tener nascosto il suo segreto, ma Bella è intenzionata a svelarlo. Quello che ancora non sa è che più gli si avvicina e maggiori sono i rischi per lei e per chi le sta accanto. Mentre nella vicina riserva indiana riprendono a circolare inquietanti leggende, un dubbio si fa strada nella mente di Bella.
Il sogno romantico che sta vivendo potrebbe essere in realtà l’incubo che popola le sue notti.

“I passi dell’amore” di Nicholas Sparks: Landon Carter è un ragazzo come tanti, che per piacere agli amici talvolta si caccia in guai seri. All’ ultimo anno del liceo, non avendo alternative, decide di invitare al ballo finale della scuola Jamie Sullivan, una ragazza figlia di un pastore e la cui madre è morta anni prima. Jamie è una ragazza piena di fede sincera verso Dio, e per questo appare incompatibile con il temperamento ribelle di Landon, bruciato dalla separazione dei suoi.
Alla fine, però, tra i due scoppia un grandissimo amore, profondo e pieno di rispetto.
Un giorno Jamie svela a Landon un passaggio doloroso della sua vita: da due anni ha scoperto di essere malata di leucemia, e ormai la sua fine è vicina.

“Bianca come il latte, rossa come il sangue” di Alessandro D’avenia: Il romanzo racconta in prima persona la storia di Leonardo (meglio conosciuto come Leo), ragazzo di 16 anni innamorato di Beatrice, una ragazza dai lunghi capelli rossi. Leo descrive la scuola come una perdita di tempo, ma grazie ad essa ha conosciuto Silvia, la sua fedelissima migliore amica segretamente innamorata di lui. Oltre ad essa giocano un ruolo importante nella sua vita Niko, il suo migliore amico, con cui gioca nella squadra di calcio della scuola, i “Pirati”, Gandalf, il professore di religione, i suoi genitori, ed il “Sognatore”, un giovane supplente di storia e filosofia con cui Leo ha inizialmente un rapporto controverso.
Nella prima parte della storia si nota il lato più scherzoso e spensierato del ragazzo, che però quando scoprirà che Beatrice è malata di leucemia vivrà una trasformazione radicale.  Il ragazzo riuscirà a confessare alla ragazza i sentimenti che prova per lei, ma Beatrice gli dirà che è tutto vano, in quanto lei sta per morire.
Leo continuerà comunque a frequentare Beatrice, che gli farà capire cosa significhi amare e chi in realtà sia la sua anima gemella.

“After” di Anna Todd: Tessa Young, diciottenne, è la classica brava ragazza acqua e sapone, ottimi voti, un ragazzo altrettanto perfetto e un futuro che sembra già scritto.Le piace programmare ogni singolo dettaglio della sua vita, averne il pieno controllo, ma le cose cambieranno dal momento in cui metterà piede al college. S’imbatte in Hardin Scott, amico della sua strana compagna di stanza; lui è il classico cattivo ragazzo, arrabbiato con il mondo, tutto fascino ed eccessi, arrogante e ribelle, pieno di piercing e tatuaggi: tutto ciò che lei ha sempre detestato.
Eppure, tra i due nasce un rapporto di odio e amore: appena si ritrovano soli, non possono fare a meno di baciarsi, un bacio che cambierà entrambi, ed accenderà in loro una passione incontrollabile, andando contro ogni previsione e logica.
Ma per ogni passo con cui si avvicinano, c’è sempre qualcosa che li allontana. Tra sensi di colpa e passati difficili, per entrambi sarebbe più facile voltare pagina ed andare avanti, ma se stare insieme è difficile, stare lontani è a tratti impossibile.
Quello che c’è tra Tessa e Hardin è solo una storia sbagliata o l’inizio di un amore infinito? Che sia davvero questo l’amore?

ADULTI:

“Il cavaliere d’inverno” di Paullina Simons: Leningrado, 1941. In una tranquilla sera d’estate Tatiana e Dasha, sorelle ma soprattutto grandi amiche, si stanno confidando i segreti del cuore, quando alla radio il generale Molotov annuncia che la Germania ha invaso la Russia. Uscita per fare scorta di cibo, Tatiana incontra Alexander, un giovane ufficiale dell’Armata Rossa che parla russo con un lieve accento. Tra loro scatta subito un’attrazione reciproca e irresistibile. Ma è un amore impossibile, che potrebbe distruggerli entrambi. Mentre un implacabile inverno e l’assedio nazista stringono la città in una morsa, riducendola allo stremo, Tatiana e Alexander trarranno la forza per affrontare mille avversità e sacrifici proprio dal legame segreto che li unisce.

“Promettimi che ci sarai” di  Carol Rifka Brunt: Quando hai quattordici anni, il tuo cuore è un luogo oscuro, un labirinto di sentimenti che non sai decifrare. Timida, goffa e sognatrice, June è a disagio tra i coetanei. Preferisce rifugiarsi nel bosco dietro la scuola, con ampie gonne e strambi stivali, fingendo di essere stata catapultata a New York dal Medioevo, l’epoca in cui sarebbe potuta diventare un falconiere. Sarebbe bello riuscire a richiamare a sé, proprio come creature alate, le persone che non ci sono più. Come lo zio Finn: grande pittore e migliore amico di June, l’unico in grado di capirla, strappato troppo presto alla vita da una malattia di cui in famiglia è proibito parlare. Un giorno, June riceve un pacco misterioso. All’interno c’è la teiera preferita di Finn, accompagnata da una lettera firmata da un certo Toby: l’uomo che nessuno, al funerale dello zio, ha osato avvicinare. E che ora chiede proprio a lei di incontrarlo in segreto. June dovrà fare i conti con la paura e la gelosia prima di accettare il fatto di non essere stata l’unica persona speciale nella vita dello zio. E prima di aprirsi a un’amicizia che potrebbe aiutare sia lei che Toby a colmare quel grande vuoto. Dopotutto, era quello che avrebbe voluto Finn: fare incontrare le persone che più aveva amato, unirle come in un’unica cornice affinché si prendessero cura l’una dell’altra. Ecco il suo ultimo desiderio, ecco il suo più grande capolavoro.

“La meccanica del cuore” di Mathias Malzieu: Nella notte più fredda del mondo possono verificarsi strani fenomeni. È il 1874 e in una vecchia casa in cima alla collina più alta di Edimburgo il piccolo Jack nasce con il cuore completamente ghiacciato. La bizzarra levatrice Madeleine, dai più considerata una strega, salverà il neonato applicando al suo cuore difettoso un orologio a cucù. La protesi è tanto ingegnosa quanto fragile e i sentimenti estremi potrebbero risultare fatali. L’amore, innanzitutto. Ma non si può vivere al riparo dalle emozioni e, il giorno del decimo compleanno di Jack, la voce ammaliante di una piccola cantante andalusa fa vibrare il suo cuore come non mai. L’impavido eroe, ormai innamorato, è disposto a tutto per lei. Non lo spaventa la fuga né la violenza, nemmeno un viaggio attraverso mezza Europa fino a Granada alla ricerca dell’incantevole creatura, in compagnia dell’estroso illusionista Georges Méliès. E finalmente, due figure delicate, fuori degli schemi, si incontrano di nuovo e si amano.
L’amore è dolce scoperta, ma anche tormento e dolore, e Jack lo sperimenterà ben presto.

“Avrò cura di te” di Massimo Gramellini e Chiara Gamberale: Gioconda, detta Giò, ha trentacinque anni, una storia familiare complicata alle spalle, un’anima inquieta per vocazione o forse per necessità e un unico, grande amore: Leonardo. Che però l’ha abbandonata. Smarrita e disperata, si ritrova a vivere a casa dei suoi nonni, morti a distanza di pochi giorni e simbolo di un amore perfetto.
La notte di San Valentino, Giò trova un biglietto che sua nonna aveva scritto all’angelo custode, per ringraziarlo. Con lo sconforto, ma anche il coraggio, di chi non ha niente da perdere, Giò ci prova: scrive anche lei al suo angelo. Che, incredibilmente, le risponde. E le fa una promessa: avrò cura di te. L’angelo ha un nome: Filemone, ha una storia. Soprattutto ha la capacità di comprendere Giò come Giò non si è mai compresa. Di ascoltarla come non si è mai ascoltata.
Nasce così uno scambio intenso, divertente, divertito, commovente, che coinvolge anche le persone che circondano Giò. Uno scambio che indaga non solo le mancate ragioni di Giò: ma le mancate ragioni di ognuno di loro.
Perché a ognuno di loro, grazie a Filemone, voce dell’interiorità prima che dell’aldilà, sia possibile silenziare la testa e l’istinto. Per ascoltare il cuore. Anche e soprattutto quando è chiamato a rispondere a prove complicate, come quella a cui sarà messa davanti Giò proprio dal suo fedele Filemone, in un finale che sembrerà confondere tutto. Ma a tutto darà un senso.

“Io prima di te” di Jojo Moyes: Louisa Clark ha sempre vissuto in modo semplice, in un mondo di infinite certezze dove niente era troppo o troppo poco. Sa che le basta il suo lavoro da cameriera, sa che le piace il paese dove ha sempre vissuto. Quando perderà il lavoro, però, tutte le sue certezze andranno in fumo. Will Traynor, al contrario, ha perso tutte le sue ricchezze, la fama e il successo dopo un terribile incidente che lo costringerà a stare su una sedia a rotelle.
Per lui, la certezza è una sola ed è che quella vita non la vuole. Sta per compiere il passo estremo quando Louisa entra nella sua vita portando gioia, esuberanza e tanti colori.
La storia di due cuori e due persone separate che si scoprono  piano piano a vicenda in un amore che insegnerà a ciascuno a vivere la propria nuova vita.

CLASSICI SENZA ETA’:

“Cyrano de Bergerac” di Edmond Rostand:  Cyrano de Bergerac è uno scontroso spadaccino dal lunghissimo naso, scrittore e poeta in bolletta dall’irresistibile vitalità.
Leggendaria la sua abilità con la spada, almeno quanto la sua passione per la poesia e per i giochi di parole, con i quali ama mettere in ridicolo i suoi nemici, sempre più numerosi grazie al suo carattere poco incline al compromesso e al suo disprezzo verso potenti e prepotenti.
Spaventoso e inarrestabile con una spada in mano, egli, però, nutre segretamente un candido ed impossibile amore per la bella Rossana, sua cugina.

“Orgoglio e Pregiudizio” di  Jane Austen: Le cinque figlie dell’indimenticabile Mrs Bennet, tutte in cerca di un’adeguata sistemazione matrimoniale, offrono l’occasione per tracciare un quadro frizzante e profondo della vita nella campagna inglese di fine Settecento. I destini di Elizabeth, Jane, Mr Bingley e dell’ombroso Mr Darcy intrecciano un balletto irresistibile, una danza psicologica che getta luce sulla multiforme imprendibilità dell’animo umano, specie quando si trova alle prese con l’amore o qualcosa che all’amore somiglia.

“Suite Francese” di Irene Nemirovsky: “Cosa mi combina questo paese? Osserviamolo freddamente, guardiamolo mentre perde l’onore e la vita” Suite francese è il titolo dei primi due “movimenti” di quello che avrebbe dovuto somigliare a un poema sinfonico, composto di cinque parti, di cui solo le prime due sono state completate. è il romanzo della riscoperta della Némirovsky che, dopo mezzo secolo di oblio, viene poi ripubblicata in oltre quaranta lingue. La figlia maggiore, Denise, aveva conservato il quaderno contenente il manoscritto, assieme ad altri scritti della madre, per cinquant’anni senza guardarlo, pensando che fosse un diario, troppo doloroso da leggere. Con sguardo lucido e persino distruttivo, Némirovsky tratteggia implacabile una grande civiltà in sfacelo. Il primo “movimento” difatti racconta in un grande affresco corale l’esodo di massa dei francesi che, all’arrivo delle truppe naziste, si spostano con tutto quanto, in un trasferimento di dimensioni bibliche. La seconda parte, invece, descrive i primi mesi dell’occupazione in una piccola città della campagna francese. I protagonisti sono due donne, la vedova Angellier e sua nuora, Lucile, e un ufficiale tedesco, Bruno von Frank. Tra il giovane ufficiale e la sconsolata Lucile scocca una scintilla che presto diventa amore: una vicenda emblematica dello stesso paese che finisce per accogliere i soldati tedeschi come uomini, “dimenticando” la loro natura di nemici..

“L’amore ai tempi del colera” di Gabriel Garcia Marquez: Un’amore lungo, diciamo pure infinito quello del poeta, e proprietario della Compagnia Fluviale del Caribe, Florentino Aziza e della bellissima Fermina Daza, giovane ragazza colombiana. Dura ben “cinquantasette anni, sette mesi e undici giorni, notti comprese” prima di poter essere coronato. La storia di una speranza che può superare ogni ostacolo, di una lunga e fiduciosa attesa. Una storia piena di passione e di sano ottimismo.

“Anna Karenina” di Lev Nikolaevic Tolstoj : Centro della vicenda è la tragica passione di Anna, sposata senza amore a un alto funzionario, per il brillante ma superficiale Vronskij. Parallelo a questo amore infelice è quello felice di Kitty per Levin, un personaggio scontroso e tormentato al quale Tolstoj ha fornito i propri tratti. “In Anna Karenina è rappresentata – scrive Natalia Ginzburg – la colpa come ostacolo, anzi come barriera invalicabile al raggiungimento della felicità.” Tra i primi lettori il libro ebbe Dostoevskij che così ne scrisse: “Anna Karenina è un’opera d’arte assolutamente perfetta. Vi è in questo romanzo una parola umana non ancora intesa in Europa… e che pure sarebbe necessaria ai popoli d’Occidente.”

*Annrose

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IL MERCATO DI ARCADIA

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GIORNO DEL RICORDO

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In memoria delle vittime della violenza dei partigiani di Tito.

Il sangue dell’uomo non ha colore né bandiera politica e quando viene versato è un crimine che macchia l’umanità intera.

Il ricordo non cancella la colpa, ma esercita all’attenzione: ci sensibilizza verso i drammi del nostro tempo, chiedendoci, anzi, pretendendo un trattamento umano per coloro che, per sfuggire dagli orrori della guerra e della persecuzione, sono costretti a lasciare la loro terra natale.

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STORIA DI UNA LADRA LIBRI

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STORIA DI UNA LADRA LIBRI

Autore: Markus Zusak
Anno di pubblicazione: 2005 (con il titolo “La bambina che salvava i libri”)
Casa Editrice: Frassinelli

.:SINOSSI:.

È il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l’inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi del minuscolo cimitero. Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro: lo ruba e lo porta con sé. Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d’amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l’orrore che la circonda. Grazie al padre adottivo impara a leggere e ben presto si fa più esperta e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché “ai tedeschi piaceva bruciare cose. Negozi, sinagoghe, case e libri”, poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le volte che ce n’è uno in pericolo. Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura. Ma i tempi si fanno sempre più difficili. Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantina, il mondo della ragazzina all’improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto. Raccontato dalla Morte – curiosa, amabile, partecipe, chiacchierona – “Storia di una ladra di libri” è un romanzo sul potere delle parole e sulla capacità dei libri di nutrire lo spirito

..: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

 

“La ragazza che salvava i libri”, o che dir si voglia “Storia di una ladra di libri”, non è un romanzo per tutti, specialmente non lo consiglierei ad un pubblico di adolescenti.
La protagonista, una giovane tedesca di tredici anni, danza con la morte in ogni pagina di questo libro, descrivendo quella che potrebbe assomigliare ad una danse macabre  ballata sulle parole che la giovane Liesel va via via scoprendo nel corso della storia.
La Morte è coprotagonista e si mostra al lettore in tutta la sua umanità, né uomo né angelo nero: solo un’altra scomoda inquilina, immortale spettatrice del mondo che va a pezzi e viene distrutto dall’avidità di pochi.
La Morte che è al mondo da più tempo di noi, che non fa differenze tra tedeschi ed ebrei, ebrei e russi. La Morte che raccoglie le anime e ci provoca con quel suo parlare che sa di grottesco.
La Morte che parla la nostra lingua, la lingua dei tedeschi, degli ebrei, degli inglesi e dei russi. Che conosce molte parole e sa sempre quali scegliere mentre ci descrive, per l’ennesima volta, il suo ingrato eppure necessario compito.

Come ho già detto la storia non è adatta a dei giovani lettori.
I temi trattati sono forti, crudi, e hanno bisogno di essere assimilati esattamente come quando si impara una nuova parola.
Amore, vita, morte, dolore, distruzione, disperazione, sconfitta, vittoria, giustizia, odio, speranza, parole; ognuno di questi concetti viene analizzato, quasi sviscerato, privato dei fronzoli tanto cari ai romantici per mettere a nudo l’umanità che si cela dietro le parole e i sentimenti che da esse scaturiscono.
Purtroppo il cinema, che ha fatto un discreto adattamento di questo romanzo, ci ha rifilato una storia che si allontana parecchio dall’originale e ci ha illuso che questo fosse uno di quei romanzi che si può dare a cuor leggero ad un giovane lettore, magari condendo il tutto con un “leggilo per compito a casa”.
Questo non è un libro che si può leggere come “compito a casa”, lo si può condividere, leggerlo in classe, ma non ci si può misurare con questa storia disarmati e soli, si rischia di venirne investiti.
Lo consiglio? Decisamente sì e gli do 10/10. L’ho adorato dalla prima all’ultima pagina: descrizioni minuziosi senza essere noiose, traduzione perfetta (dettaglio molto importante per un romanzo incentrato sull’importanza delle parole) a cui rimprovero solamente i termini in tedesco (sopratutto le parolacce) e le frasi lasciate in lingua originale.
Lo consiglio ai lettori, che sicuramente troveranno un pezzetto di sé nella voracità di questa giovane e temeraria lettrice, e lo consiglio agli scrittori che si rispecchieranno nella giovane scrittrice che emerge negli ultimi capitoli del libro.
Concludo, cosa abbastanza inusuale, con una citazione che penso riassuma al meglio il romanzo.

*** LA LADRA DI LIBRI : ULTIMA RIGA ***

Ho odiato le parole e le ho amate,
e spero che siano tutte giuste.

 

*Annrose

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Novità sullo scaffale – Febbraio 2017

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Dopo una breve pausa data da vacanze ed esami, torna la nostra rubrica atta a presentarvi le novità letterarie mese per mese.

Ricominciamo, dunque, dal mese di febbraio.

NARRATIVA ITALIANA:

“Magari domani resto” di Lorenzo Marone: La vita non è facile per nessuno, ancor meno per una giovane avvocatessa di Napoli che il padre ha deciso di chiamare Luce. Luce Di Notte.
Tutto sembra uno scherzo del destino, della vita: il padre fugge seguito più avanti dal fratello, il lavoro è faticoso e spesso poco redditizio, tutto sembra portare al peggio fino a quando a Luce non viene affidata una causa particolare che la porterà a mettere in discussione tutto quanto.
La scelta, alla fine, è una sola: andare o restare?

“Qualcosa” di Chiara Gamberale: La storia di presenta come una fiaba: una principessa, chiamata Qualcosa di Troppo; il Cavalier Niente; principi e conti con alcune pecche.
Ovviamente, la metafora risulta essere quella della nostra vita  e della nostra complessità, come l’autrice è spesso abituata a fare, tenta di spiegarci e farci vedere ciò che noi abbiamo in testa. Il poco valore del Troppo e il tanto valore del Niente vengono magistralmente raccontati da una fiaba moderna.

“A cantare fu il cane” di Andrea Vitali: E’ il 1937, la quiete notturna viene interrotta da un’urlo di donna che grida “Al ladro, al ladro!”. Nessuno ha dubbio su chi il ladro sia: in paese gira un balordo che proprio quella stessa notte viene acciuffato dalla guardia notturna.
Il maresciallo dei Carabinieri, però, non si vuole fidare solo delle voci: servono prove e quindi scatta l’indagine. Ma la signora non si sempre è disposta a parlare e, per di più, il maresciallo ha terrore die cani e quello della signora abbaia incessantemente. Un romanzo e un mistero che si aggirano tra le voci di paese e le dicerie che sfuggono in modo incontrollato di mano.

“La fragilità delle certezze” di Raffaella Silvestri:  Due generazioni si scontrano e cadono, ma la forza e la vitalità di una le permette di rialzarsi.
Silvestri chiede ai suoi personaggi, e soprattutto a noi, di farci forza ed affrontare un futuro che nessuno conosce. Ce lo chiede tramite la voce di Anna, una giovane trentenne che si è sempre sentita incredibilmente fuori luogo ed inadeguata.

“Favole Fuorilegge” di Nicolai Lilin: forse una delle uscite più attese è proprio questa raccolta di racconti firmata Nicolai Lilin. Già ci ha stregato con la sua “Trilogia Siberiana” e ora torna a narrarci storie della fredda siberia in cui briganti e fuorilegge vivono nel rispetto di una legge per loro superiore a quella degli uomini. Un vecchio lupo può insegnarci la dignità, una madonna siberiana può convincere l’oppresso a uccidere l’oppressore e una giovane donna, per non sposare un vecchio ricco, può anche scegliere di diventare fuorilegge.

“Le due metà del mondo” di Marta Morotti: Maria vorrebbe fare la psicologa, ma il destino ha in serbo per lei l’entrata in fabbrica. Per difendersi da un modo che le pare troppo doloroso, si è costruita una prigione di certezze e tranquillità dalla quale però è obbligata ad uscire, dovrà smettere di combattere ed arrendersi al mondo reale.

NARRATIVA STRANIERA

“Il libro degli specchi” di Eugen O. Chirovici: L’agente letterario Peter Katz ha trovato un manoscritto di un autore che si prefigge di raccontare la verità su un omicidio accaduto molto tempo prima. Katz legge, ma scopre che il manoscritto è incompiuto e si trova a cercare l’autore e la parte finale di quel mistero che necessita una conclusione. Partendo da un libro, si viaggia verso il modo che la nostra mente ha di riscrivere il passato finendo in un ingannevole gioco di specchi.

“Il giardino dei profumi perduti” di Jan Moran:  Danielle Bretancourt parte dalla Polonia lasciando i suoi cari: ha un dono speciale, quello di creare profumi “perfetti” e cerca di farlo fruttare. Purtroppo, la dichiarazione di guerra del 1939 minaccia la sua famiglia  e lei farà di tutto per ritrovarli.

GIALLI/THRILLER

“Mindhunter” John Douglas e Mark Olshaker: Si tratta di un romanzo basato su una storia vera, sulla storia di un profiler che ha dovuto anche pagare un altissimo prezzo personale per l’aver conosciuto il male.

“Silencer” di Andy McNab: A febbraio, tornano le avventure di Nick Stone! Gli appassionati non potranno fare a meno di questo romanzo con il loro amato protagonista alle prese con una scena più intima e famigliare che deve proteggere.
Al solito, azione ed avventura faranno da padrone!

“Il respiro del fuoco” di Federico Inverni:  un incendio spezza la notte, dieci vittime accolgono il mattino. La profiler Anna Wayne e il detective Lucas cominciano ad indagare su una mentre criminale così in gamba da poter manipolare la mente altrui.
E in una situazione del genere… vedendo il caso sfuggire dalle loro mani e insinuarsi nel loro passato, cominciano a dubitare l’uno dell’altro.

“Prima di cadere” di Noah Hawley: un pittore e due ricchissime famiglie newyorkesi precipitano con il loro aereo privato. A salvarsi sono solo un bambino di quattro anni e il pittore stesso che lo ha tratto in salvo.
Le indagini cominciano ed è chiaro che l’ipotesi dell’incidente non convince nessuno, nemmeno gli stessi sopravvissuti. Il pittore si ritroverà da eroe a sospettato con il rischio di minare il rapporto con il giovanissimo sopravvissuto.

*Sher

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Poesia impossibile – La Rosa Bianca: “Uno spirito forte, un cuore tenero”

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La Rosa Bianca (=Die Weiße Rose) fu un movimento studentesco di matrice cattolica fondato da cinque studenti universitari: i fratelli Hans e Sophie Scholl, Christoph Probst, Alexander Schmorell e Willi Graf a cui si unì il docente di filosofia Kurt Huber.

Il gruppo fu attivo a Monaco di Baviera tra il 1942 e il 1943 e in un anno di attività distribuì nelle città  bavaresi ed austriache sei volantini nei quali invitava i tedeschi ad un resistenza non violenta alla dittatura hitleriana; i membri della Rosa Bianca credevano infatti che i Länder meridionali, essendo di maggioranza cattolica, fossero più ricettivi nei confronti del loro messaggio non violento.
Il sogno della Rosa Bianca era quello di assistere alla nascita di un’Europa federale fondata sui pilastri della morale cattolica, un’Europa dove non vi fosse posto per atti di ingiustizia ed intolleranza e che rifiutasse categoricamente la violenza del regime nazista.
Appellandosi a quella che definivano l’intellighenzia tedesca, la Rosa Bianca citava nei suoi volantini Lao Tzu, Aristotele, la Bibbia e Novalis e così, attraverso queste parole, diffondeva negli atenei tedeschi il suo sogno di pace.
Dopo un periodo di inattività, la Rosa Bianca distribuì, nel luglio 1942, gli ultimi due volantini e dipinse sui muri e sulla cancellata dell’università di Monaco slogan anti-nazisti. Era il chiaro segno di una più chiara e vigorosa presa di posizione contro Hitler e contro una guerra insensata che stava mandando a morte migliaia di tedeschi.
Ad ulteriore conferma di tali prese di posizione, nelle intestazioni dei volantini apparve la scritta “il movimento di resistenza in Germania”; tali provocanti parole stuzzicarono il gauleiter della Baviera , Paul Giesler, che decise, dopo aver letto i volantini del gruppo, di affrontare i “ribelli” nella loro tana.
Nelle prime settimane del febbraio 1943 il gauleiter tenne, presso l’università di Monaco, un discorso volutamente volgare e provocante nel quale esortava gli studenti a combattere anziché “perdere tempo sui libri”, e chiedeva alle studentesse di “rendersi utili […] regalando un figlio all’anno al Terzo Reich”.
In seguito all’intervento di Giesler, seguirono manifestazioni di protesta da parte degli studenti oltraggiati.
Poteva forse la Rosa Bianca rimanere muta davanti all’ennesimo scempio compiuto dai nazisti?
No, e la risposta arrivò il 18 febbraio del ’43 quando Sophie Scholl decise di affacciarsi sull’atrio dell’ateneo di Monaco per lanciare, sugli studenti sottostanti, l’ultimo volantino della Rosa Bianca.
Questa coraggiosa decisione le costò tuttavia cara in quanto un inserviente dell’università, membro zelante del partito dell’NSDAP , la riconobbe e la denunciò alla Gestapo.
Il giorno stesso i fratelli Scholl vennero arrestati insieme al loro compagno Christoph Probst.
Gli altri membri vennero subito fermati e il gruppo, assieme a tutti quelli a loro associati, venne sottoposto ad un interrogatorio da parte della Gestapo.
Fin dall’inizio gli Scholl si assunsero la piena responsabilità degli scritti sperando, invano, di scagionare i membri del gruppo ancora in libertà e di salvare la vita di molti studenti universitari che nutrivano simpatie per l’associazione; i funzionari della Gestapo che li interrogarono rimasero stupiti per il coraggio e la determinazione dei due giovani.

Il 22 febbraio 1943 i fratelli Scholl e Probst si presentarono davanti al Volksgerichtshof presieduto da Roland Freisler.
Il processo fu, come molti altri imbastiti dal giudice Freisler, un processo-farsa dalla sentenza già decisa. Durante la seduta i fratelli Scholl non cercarono in alcun modo di difendersi e rivendicarono con fermezza il loro diritto ad esprimere il loro dissenso verso un regime costruito sulla violenza, la barbara legge del più forte e l’intolleranza di motivazione religiosa.
Al termine del dibattito, durato cinque ore, gli imputati vennero ritenuti colpevoli e condannati a morte per decapitazione. Nel verbale quali motivazioni di tale sentenza venne scritto:

“Gli accusati hanno, in tempo di guerra e per mezzo di volantini, incitato al sabotaggio dello sforzo bellico e degli armamenti, e al rovesciamento dello stile di vita nazionalsocialista del nostro popolo, hanno propagandato idee disfattiste e hanno diffamato il Führer in modo assai volgare, prestando così aiuto al nemico del Reich e indebolendo la sicurezza armata della nazione. Per questi motivi essi devono essere puniti con la morte.”

Prima di morire Christoph Probst, che si era gradualmente avvicinato alla fede cattolica, chiese di vedere un sacerdote per poter ricevere il sacramento del battesimo.
Gli altri membri del gruppo, processati il 19 aprile 1943, furono ritenuti colpevoli e giustiziati nei mesi successivi.

In seguito alla caduta del regime, la Rosa Bianca divenne una rappresentazione della forma più pura di opposizione, senza interesse per il potere personale o l’autocelebrazione.
La piazza sulla quale si affaccia l’Università Ludwig-Maximilian di Monaco è stata battezzata “Geschwister-Scholl-Platz” (piazza fratelli Scholl) in onore di Hans e Sophie.

*Annrose

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Sullo Scaffale: Libri per capire la Shoah

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Il giorno della memoria è un’appuntamento importantissimo, istituito il  5 novembre del 2005 dall’Assemblea generale dell’ONU, che ci invita a ragionare e soprattuto ricordare un paragrafo nero della storia del novecento: lo sterminio praticato dai regimi nazista e fascista nei confronti degli ebrei, zingari, omosessuali, disabili e oppositori politici.
Noi di Arcadia abbiamo deciso di consigliare ai nostri lettori alcuni libri di grande importanza che potrebbero aiutare i nostri lettori a dedicarsi a questo tema durante questa settimana.
Per comodità vostra, dividerò i libri in tre categoria per dare un’idea di cosa sia più adatto per ciascuna fascia d’età.

BAMBINI (Circa 8 – 13 anni):

“Un Sacchetto di Biglie” di Joseph Joffo: E’ un romanzo autobiografico in cui viene raccontata la storia di due fratelli ebrei, delle discriminazioni subite e del coraggio che li ha portati a fuggire dalla Parigi occupata dai tedeschi fino alla salvezza. Una storia di speranza e maturazione.

“Diario” di Anne Frank: Questo testo è forse uno dei più famosi su questo tema. E’ il diario stilato dalla tredicenne Anne Frank costretta a passare dalla sua quotidianità, fatta di giornate a scuola e amicizie, alla vita da clandestina, ai rischi e alla paura. Nonostante tutto, la ragazza riesce a mostrarci tutta la sua voglia di vivere rendendo il testo un’importante messaggio di speranza.

“Quando Hitler rubò il coniglio rosa” di Judith Kerr: Anna e la sua famiglia sono costretti a lasciare Berlino a causa delle loro origini ebraiche. La bambina, insieme alla casa, agli amici e alla scuola, lascia anche il suo amato coniglio rosa.
La famiglia viaggia per paesi sconosciuti, per città nuove ma, nonostante la paura non si perdono d’animo decisi a restare tutti insieme.

“La Shoah spiegata ai bambini” di Paolo Valentini e Chiara Abastanotti: Come spiegare la shoah a dei bambini? Cominciando dalle cose semplici, da esempi quotidiani e perfettamente comprensibili. In un paese in cui sembra andare tutto bene, è sconvolgente l’arrivo del “generale coi baffi” che comincia a imporre leggi crudeli e restrittive. Ottimo strumento per cominciare a parlare ai bambini di questo spinoso ma importantissimo argomento.

RAGAZZI (circa 14 anni in su): 

“Un bambino piange ancora” di Ursula Rütter Barzaghi: Storia autobiografica basata sulle esperienze dell’autrice il cui padre, violento e dedito al bere, divenne filo-nazista per poi sparire sul fronte russo lasciando di sé un pessimo ricordo. Questo romanzo tratta di ciò che è stato per molti tedeschi il dopoguerra: il risveglio da un incubo, in un paese completamente devastato e da ricostruire, in cui ci si sente il male del secolo e bisogna rimettersi in piedi.

“Il senso del silenzio. La Shoah raccontata ai giovani.” di Elisa Springer: Se ricordare lo sterminio e gli orrori del nazismo e del fascismo è ormai all’ordine del giorno, meno consueto e soffermarsi a pensare e a notare le ingiustizie che sono intorno a noi all’ordine del giorno. Attraverso il suo racconto di ebrea perseguitata, la Springer ci invita ad avere il coraggio di opporci ad ogni tipo di orrore ed ingiustizia, sia quelle già avvenute sia quelle che avverranno e avvengono.

“La notte” di Elie Wiesel: Cosa accade all’anima di un bambino quando scopre l’esistenza del male assoluto? Questo romanzo ci racconta di uno strazio profondo e ci porta le pene di un bambino del popolo eletto che sente dentro di sé la morte di Dio data dalle persecuzioni e dal dolore.

“L’amico ritrovato” di Fred Uhlman: Due amici vengono improvvisamente separati. L’uno è figlio di un medico ebreo mentre l’altro è un rampollo dell’aristocrazia tedesca. Sono le nuove leggi istituite dal Fuhrer a costringerli a perdersi di vista completamente, e poi a ritrovarsi in modo tragico ma estremamente significativo.

ADULTI:

“Una luce quando è ancora notte” di Valentine Goby: Mila è una giovane apparente alla resistenza francese e con 400 compagne viene deportata a Ravensbruck. Non conosce niente del campo, né le parole né ciò che l’attende, ma lo scoprire che in quel paesaggio di morte è presente una camera per i neonati le dà la forza di continuare a sperare, per se stessa e per il bimbo che porta in grembo.

“Il silenzio di Abram. Mio padre dopo Auschwitz.” di Marcello Kalowski: Un figlio racconta la commovente esperienza del padre e costruisce tra le sua angosce, gli orrori e il male un ponte per parlare con noi e raccontarci ciò che è sempre difficile capire e immaginare.
Un romanzo biografico che racconta cosa sia il coraggio e dà il giusto spessore alle esperienze di un padre e di milioni di persone.

“Il sacrificio di Eva Izsak” di Januaria Piromallo: E’ la storia vera di un’ebrea ungherese costretta al suicidio da una persona  di fiducia e da cui aveva trovato rifugio insieme ad altre persone perseguitate come lei per via delle loro origini semitiche. Lodevole è il lavoro biografico fatto dall’autrice per ricostruire la vicenda di questa protagonista altrimenti sconosciuta.

“Il bambino di Auschwitz” di Suzy Zail: Ispirato ad una storia vera. Ad un bambino, Alexander, viene dato il compito di domare il nuovo cavallo del comandante.
Il pensiero, la speranza, di guadagnarsi il rispetto dei carcerieri gli danno l’idea di sopravvivere, ma sa anche che se dovesse fallire sarà la fine.

*Sher

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