Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli

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STORIE DELLA BUONANOTTE PER BAMBINE RIBELI

Autore: Elena Favilli e Francesca Cavallo
Casa editrice: mondadori
Anno: 2017

.: SINOSSI :.

Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi. C’era una volta una bambina che amava le macchine e amava volare; c’era una volta una bambina che scoprì la metamorfosi delle farfalle… Da Serena Williams a Malala Yousafzai, da Rita Levi Montalcini a Frida Kalo, da Margherita Hack a Michelle Obama, sono 100 le donne raccontate in queste pagine e illustrate da 60 illustratrici provenienti da tutto il mondo. 100 esempi di forza e coraggio al femminile, per tutte le donne, grandi e piccole, che puntano sempre in alto. 100 donne straordinarie che hanno cambiato il mondo, 100 favole per sognare in grande!

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Le premesse per un capolavoro c’erano tutte: un argomento poco trattato, necessario ai nostri giorni, un libro pubblicato tramite crowdfunding , due autrici intraprendenti e innovative.
Peccato che il risultato non sia stato all’altezza delle premesse.
Ci sono almeno due punti sui quali ho da ridire e, purtroppo, sono fondamentali per il testo.
In primo luogo, parlerò dello stile di scrittura, poi passerò al vaglio la scelta delle storie da trattare.
“Storie della buonanotte” recita il titolo, bene partiamo da ciò che una storia della buonanotte dovrebbe essere: una favola. La favola è un archetipo letterario ben preciso che, spiegato sommariamente, presenta un lessico semplice per un contenuto complesso così che i bambini possano comprenderlo appieno. In questo libro, tuttavia, le due autrici fanno esattamente il contrario: il lessico è ancora troppo complesso per dei bambini (basti pensare a certi termini tecnici o modi di dire facilmente che possono essere fraintesi molto facilmente), mentre il contenuto è davvero banalizzato al massimo, immagino che sia dovuto al tentativo di rinchiudere una vita nell’arco di mezza pagina word.
Per quanto riguarda invece i personaggi scelti, sebbene molti avessero un effettivo senso a trovarsi in un libro che si promette come fonte di ispirazione per i giovani (o meglio solo LE giovani, altro piccolo punto a sfavore, ma questo è un parere più personale che altro), altri sono stati infilati un po’ a forza: il giudizio morale su di loro è stato sospeso e sono state presentate solo per la loro positività e non per i loro lati negativi.
L’impaginazione è fatta molto bene, i colori dei disegni sono splendidi e rendono spesso molta giustizia  a delle grandi donne, la copertina è di impatto e in fin dei conti comprendo il grandissimo successo che ha avuto.

Io non riesco a dare al libro più di un 7/10, l’idea era ottima, la realizzazione lascia qualche dubbio in più.
Se volete leggerlo ai vostri figli, fatelo ma non lasciate che lo leggano da soli: come ho detto sopra, alcune storie hanno necessità di un giudizio morale che le autrici non hanno dato, mentre altre hanno bisogno di essere spiegate. Sicuramente, alcune di queste storie ispireranno i bambini a fare grandi cose, altre lasceranno poco meno di un ricordo.
Non riesco a non aggiungere un ulteriore commento: perchè si è dovuto specificare “per bambine”? Se l’intento è mostrare al mondo che anche le donne possono fare grandi cose, perchè non spiegarlo anche ai bambini? capisco la necessità di invogliare le ragazze all’imitazione e di dar loro qualche incentivo in più, tuttavia escludere completamente la componente maschile rischia di mantenere un sottofondo sessista che non dovrebbe esserci.

*Enj

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Salvezza

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SALVEZZA
Autore: Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso
Casa editrice: Feltrinelli Comics
Anno: 2018

.: SINOSSI :.

10 novembre 2017, la nave Aquarius è pronta per una nuova missione nel Mediterraneo. Soccorre chi, per disperazione, affronta il mare su gommoni fatiscenti. A bordo per la prima volta ci sono anche due fumettisti. Questo è il loro racconto di chi fugge e di chi si salva.
L’Aquarius è la nave bianca e arancione con cui gli operatori di SOS Mediterranée e Medici senza frontiere soccorrono i migranti al largo della Libia: l’arancione è il colore dei giubbotti di salvataggio, è il colore di una speranza. Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso sono stati a bordo per tre settimane, raggiungendo il cuore del Mediterraneo. In quel tratto di mare dove barconi e gommoni stracolmi di uomini, donne e bambini disperati possono incontrare la salvezza. O la morte. Questa storia nasce dalle testimonianze raccolte da Marco e Lelio. Ci sono loro stessi, con i loro volti e le loro emozioni, ma soprattutto ci sono i viaggi di chi ha percorso il deserto in cerca di una vita migliore, le denunce di chi fuggiva dalla guerra ed è rimasto prigioniero in Libia, i racconti di chi ce l’ha fatta e i sorrisi di chi ha salvato loro la vita. “Salvezza” è un’opera di graphic journalism nata sul campo. Un duro, realistico e poetico promemoria. Ma soprattutto, di fronte alla peggiore strage del nostro tempo, è un invito a restare umani.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

E’ stato amore a prima vista. Non ho mai comprato un solo libro per la copertina prima di questo: un solo disegno e una sola parola sono stati sufficienti per portarmi alla cassa e farmelo acquistare. La forza di questo testo, dunque, si nota già dal suo esterno.

Un tema caldo, quello dell’immigrazione. Le storie di chi ha preso il deserto o il mare in cerca di salvezza sono ormai sulla bocca di tutti: sono diventate, loro malgrado, uno strumento di compassione, di odio o un mezzo politico per dar forza ad ideali uno diverso dall’altro.
I due autori hanno quindi deciso di affrontare in modo estremamente originale qualcosa che al giorno d’oggi non si può più ignorare.
Attraverso parole meravigliose, poetiche, a tratti informative, e disegni altrettanto magnifici, ci raccontano una storia che loro stessi hanno vissuto cercando di trasmetterci tutte le emozioni, dal dolore alla felicità passando attraverso la disperazione e la speranza. E direi che ci sono riusciti piuttosto bene.
I dati che i due autori hanno scelto di inserire sono autentici: il testo si propone quindi di divulgare, tramite un mezzo semplice, informazioni piuttosto importanti.
Le storie che vengono qui narrate sono tanto tragiche quanto reali e vengono trattate con un rispetto meraviglioso senza perdere in alcun modo la loro forza. Abbiamo così persone spezzate che, nonostante tutto, hanno ancora il coraggio di sperare e desiderare qualcosa in più per sé e la propria famiglia.
Prendendo in considerazione il livello grafico, ho trovato incredibilmente azzeccata l’idea di mantenere i colori neutri, quasi assenti, tranne per quanto riguarda l’arancione: il colore della salvezza in mare.

Per me, vale 10+. La sensibilità con cui gli argomenti vengono trattati merita una menzione speciale: più volte ho avuto le lacrime agli occhi e mi sono dovuta fermare a riflettere. Fa sempre piacere però, rendersi conto che nonostante tutto il male esistono persone come l’equipaggio dell’Aquarius: fa credere che la speranza ci sarà sempre per tutti.

*Sher

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Il suono del mondo a memoria

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IL SUONO DEL MONDO A MEMORIA

Autore: Giacomo Bevilacqua
Casa editrice: Bao
Anno di Pubblicazione: 2016

.: SINOSSI :.

Sam sta scrivendo un articolo. Una cosa complessa, che comporta che lui vada a vivere per due mesi a Manhattan e non parli assolutamente con nessuno. Ce la farà? In un certo senso sì, ma con le cose che Sam non ha previsto ci si potrebbe scrivere un libro. Giacomo Bevilacqua l’ha fatto, e l’ha disegnato, e poi l’ha colorato così magnificamente da restituire la luce di New York in modo magnifico e quasi commovente.Meno saprete di questo libro fino al momento di immergervi nella lettura, più ve ne innamorerete. E poi direte questa stessa cosa alle persone cui lo regalerete. Fidatevi.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Un romanzo disegnato, scritto non solo con le parole ma anche e soprattutto con colori splendidi, brillanti e limpidi.
Un viaggio, una favola dolce che prende avvio nell’anima di una persona che potrebbe essere chiunque di noi: Sam ha i suoi riti, le sue piccole manie quotidiane che lo portano via dal dolore, è un buon osservatore e, soprattutto, è un fotografo.
Attraverso tavole coloratissime e veramente ben disegnate, Bevilacqua ci racconta di come alla fine, la felicità ci trovi a forza anche se noi le diamo contro in ogni modo possibile.
Sam non crede di meritarsi di essere di nuovo felice: gli sembra uno sgarbo a chi ha dovuto lasciare indietro, ma New York gli gioca contro e, con la complicità di qualcuno speciale tanto quanto lui, gli mostra che tutti possono sorridere di nuovo.
Nonostante non ci sia neanche un dialogo, i pensieri e le tavole sono più che sufficienti per portare avanti una trama dolce, emozionante e tenera: non è qualcosa di nuovo o assolutamente originale, spesso anzi succede esattamente ciò che ci si aspetta. Tuttavia, l’autore lo porta al lettore con una tale delicatezza da farlo risultare semplicemente perfetto: succede perché deve essere così.
La narrazione ha due punti di vista che spesso si alternano creando un gioco narrativo molto interessante. Importante, secondo me, è arrivare in fondo e poi ricominciare, senza leggere ma osservando solo i disegni: potrebbero esserci particolari che, inizialmente, non si ha avuto modo di notare.

Il mio voto è 9/10, la narrazione cala un po’ proprio poco prima del finale, nonostante ciò però si riprende alla grande.
Lo consiglio ovviamente a chi ama le graphic novel, ma anche a chi vuole cominciare a leggerle.
A chi ama le storie tenere e significative che raccontano il viaggio di una vita. Bellissima, e da leggere, la dedica iniziale.

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*Sher

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La strada

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LA STRADA

Autore: Cormac McCarthy
Casa editrice: Einaudi
Anno di pubblicazione: 2006

.: SINOSSI :.

Un uomo e un bambino, padre e figlio, senza nome. Spingono un carrello, pieno del poco che è rimasto, lungo una strada americana. La fine del viaggio è invisibile. Circa dieci anni prima il mondo è stato distrutto da un’apocalisse nucleare che lo ha trasformato in un luogo buio, freddo, senza vita, abitato da bande di disperati e predoni. Non c’è storia e non c’è futuro. Mentre i due cercano invano più calore spostandosi verso sud, il padre racconta la propria vita al figlio. Ricorda la moglie (che decise di suicidarsi piuttosto che cadere vittima degli orrori successivi all’olocausto nucleare) e la nascita del bambino, avvenuta proprio durante la guerra. Tutti i loro averi sono nel carrello, il cibo è poco e devono periodicamente avventurarsi tra le macerie a cercare qualcosa da mangiare. Visitano la casa d’infanzia del padre ed esplorano un supermarket abbandonato in cui il figlio beve per la prima volta un lattina di cola. Quando incrociano una carovana di predoni l’uomo è costretto a ucciderne uno che aveva attentato alla vita del bambino. Dopo molte tribolazioni arrivano al mare; ma è ormai una distesa d’acqua grigia, senza neppure l’odore salmastro, e la temperatura non è affatto più mite. Raccolgono qualche oggetto da una nave abbandonata e continuano il viaggio verso sud, verso una salvezza possibile…

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Il romanzo mi aveva attirato per la trama e per le prime righe: mi aspettavo un romanzo pieno di significato, filosofico, che avesse qualcosa da dire riguardo la vita le sue ingiustizie e le speranze che ci regala. Al contrario, sono estremamente confusa, diciamo pure delusa.
Io non sono solita abbandonare i libri a metà, ma questa volta è stato estremamente difficile arrivare fino in fondo: dopo un centinaio di pagine, il romanzo ha cominciato a svolgersi sempre uguale scadendo in una monotonia grigia quanto i paesaggi descritti dall’autore.
Analizzando lo stile, McCarthy è bravissimo a creare descrizioni che lasciano il lettore ammaliato: i paesaggi si costruiscono lentamente seguendo gli occhi e l’animo del padre e del bambino che attraversano una strada infinita verso non si sa dove. Non usa i segni di punteggiatura per il dialogo, ma essendoci solo due personaggi, è piuttosto bravo a far sempre capire chi stia parlando: spesso i personaggi sono connotati con frasi che gli restano attaccate addosso e non li lasciano più andare.
Nonostante la oggettiva bellezza del testo, non sono affatto riuscita a capita quale fosse il senso del romanzo: che la vita fa schifo e siamo tutti destinati a galleggiare in un grigio senza fine? Che roviniamo il mondo con i nostri consumi sfrenati, i nostri sprechi, e che presto la nostra vanità ci porterà alla rovina? Che è sempre giusto proteggere ciò che c’è di più caro al mondo, la bontà, qualsiasi sia il prezzo da pagare? Che alla fine la speranza è la sola cosa che conta e che resterà con noi per sempre, anche quando tutto è perduto?
Tutte queste domande sono state toccate a mala pena dall’autore che ha preferito soffermarsi a darci una risposta nelle ultime quattro pagine rendendole meravigliose.
Sì, il finale del romanzo è stato quello che più ho apprezzato, commuovente e dolce, delicato come un fiore nato prematuro in pieno inverno.
Peccato solo non sia arrivato cento pagine prima: dopo infinite ripetizioni e pagine tutte simili tra loro per contenuto, è stato sì un sospiro di sollievo, ma non è detto che tutti ci arriveranno.

In sostanza, do al romanzo un 7/10, per quanto io abbia apprezzato la scrittura, mancava decisamente una adeguata introspezione dei personaggi e a tratti sembrava che in realtà McCarthy non avesse niente da dire.

*Enj

 

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Libri per tutti i gusti!

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Girovagando per wordpress, mi sono imbattuta in un articolo di Penne D’oriente contenente un simpatico tag libroso!
Io e Annrose abbiamo deciso di riportarlo sul nostro blog, sperando di suggerirvi qualche lettura interessante!

1. #seasonbooktag

• PRIMAVERA, Un libro che leggeresti all’ombra di un albero
“Il linguaggio segreto dei fiori” di Vanessa Diffenbaugh.

• ESTATE, Un libro che leggeresti in spiaggia
L’ultimo libro che ho letto in spiaggia è stato “Il sentiero dei nidi di ragno” di Calvino.

• AUTUNNO, Un libro che leggeresti guardando la pioggia
“L’arte di essere fragili” di Alessandro D’avenia.

• INVERNO, Un libro che hai letto sotto il piumone
“Il cavaliere d’inverno” di Paulina Simmons.

2. #bythebook

• Un libro sul comodino
In questo momento? “L’assassino di corte” di Robin Hobb e “Brama di vivere” di Irving Stone, anche se ancora non li ho cominciati.

• Ultimo libro davvero buono che hai letto
“Il marchio ribelle” Nicolai Lilin.

• Come organizzi la tua libreria personale
Semplice ordine alfabetico. Banale? Forse, però funzionale!

• Quale libro avresti voluto aver già letto
Se questa domanda intende un libro che deve ancora uscire, e in questo caso la risposta è “Questo nostro oscuro duetto” di Veronica Schwab, se si intende invece un libro che vorrei leggere da tempo “Mille splendidi soli” di Hosseini.

• Un libro che ti ha deluso
“Prometto di Sbagliare” di Pedro Chagas Freitas.

• Che tipo di storia prende la tua attenzione
Sostanzialmente, qualsiasi storia sia scritta bene.

• Quale libro leggerai dopo
Quello che ho sul comodino! 😉

3. #beveragebooktag

• Caffè, Un libro che finisce con cliffhanger
“Maze Runner – Il labirinto” di James Dashner.

• Tè, Il tuo fantasy preferito
Direi qualsiasi di Sapkowski.

• Milkshake, Un libro che ha giocato con le tue emozioni
“Promettimi che ci sarai” di Carol Rifka Brunt.

• Succo di frutta, Il tuo libro preferito dell’infanzia
“Matilda” di Roald Dahal

• Smoothie, Un libro finito in one sitting
Ce ne sono tanti… direi di andare con il primo finito “in one sitting”. “Il peso della Farfalla” di Erri De Luca.

• Vino, Il tuo classico preferito
“I miserabili” di Victor Hugo.

• Soft drink, Un libro che ti ha fatto ridere
“Leggere è una faccenda da gatti” di Alex Howard.

• Acqua, Un libro che tutti dovrebbero leggere
Nessuno perché ciascuno è libero di leggere ciò che preferisce.

• Frappuccino, La tua lettura estiva
“Lo strano viaggio di un oggetto smarrito” Salvatore Basile.

• Latte, Una lettura tenera e carina
“Il cavaliere dei draghi” Cornelia Funke.

4. #lostinthebookworldtag

• Scrittore/Scrittrice
Carlos Ruiz Zafon

• Genere
Tutti e nessuno

• Libro in libreria da una vita ma non ancora letto
“I fidanzati dell’inverno” Christelle Dabos

• Libro letto, riletto e straletto
“Una questione privata” di Fenoglio.

• Libro cominciato e mai terminato
“Le notti di Villjamur” di Mark Newton.

• Stagione in cui leggo di più
Probabilmente, primavera-estate.

• Cosa mangio mentre leggo
Di solito, non mangio mentre leggo per non sporcare il libro. Se dovessi scegliere a forza, preferirei bere un buon tè o della cioccolata calda.

5. #weatherbookstag

• Pioggia, Un libro con un finale feliceaa8fbf9a0f2b04c7c5c0d4c6cfed9464
“Il mago” di Ursula Le Guin.

• Neve, Un libro che avresti preferito non finisse mai
“Ogni mattina a Jenin” Susan Abulhawa

• Vento, Un libro che colpisce la tua mente
“L’eleganza del riccio” Muriel Barbery

• Uragano, Un libro tragico
Tragico in che senso? Nel senso che muoiono tutti o più banalmente che è scritto così male da fare piangere?
Se si parla del secondo caso: “Harry Potter e la maledizione dell’erede”.

• Tornado, Un libro che non ti piaceva all’inizio ma l’hai amato alla fine
Oh in questa categoria ce ne sono davvero tanti. Il più eclatante credo sia “Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia.
Provai a leggerlo a 15 anni e non riuscii neanche ad arrivare a metà, lo ho ripreso in mano lo scorso anno e lo ho divorato in un giorno.

Grazie per essere arrivati fino in fondo (Ci siete arrivati, no?)!
Buone letture a tutti!

*Sher e Annrose

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Questo canto selvaggio

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QUESTO CANTO SELVAGGIO

Autore: Victoria Schwab
Casa editrice: Giunti Editore
Anno: 2017

.: SINOSSI :.

Per anni Verity City è stata teatro di crimini e attentati, finché ogni episodio di violenza ha cominciato a generare mostri, creature d’ombra appartenenti a tre stirpi: i Corsai e i Malchai, avidi di carne e sangue umani, e i Sunai, più potenti, che come implacabili angeli vendicatori con il loro canto seducente catturano e divorano l’anima di chi si sia macchiato di gravi crimini. Ora la città è attraversata da un muro che separa due mondi inconciliabili e difende una fragile tregua: al Nord lo spietato Callum Harker offre ai ricchi protezione in cambio di denaro, mentre al Sud Henry Flynn, che ha perso la famiglia nella guerra civile, si è messo a capo di un corpo di volontari pronti a dare la vita pur di difendere i concittadini e ha accolto come figli tre Sunai. In caso di guerra la leva più efficace per trattare con Harker sarebbe la figlia. Così August, il più giovane Sunai, si iscrive in incognito alla stessa accademia di Kate per tenerla sotto controllo. Ma lei, irrequieta, implacabile e decisa a tutto pur di dimostrare al padre di essere sua degna erede, non è un’ingenua…

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Uno YA ( Young Adult) che non è uno YA: Questo canto selvaggio è un romanzo ipnotico che ammalia con la sua scrittura poetica, lineare e accattivante.
Guardando la copertina ( con un font rosso sangue che ricorda vagamente quello della saga di Twilight) e leggendo la sinossi, si ha la sensazione di avere tra le mani l’ennesimo romanzo in cui il vampiro/demone/mago/ombra/essere mitologico di turno si innamorerà irrimediabilmente del suo nemico naturale licantropo/angelo/umano/e chi più ne ha più ne metta.
I presupposti ci sono tutti e, cominciando a leggere, si fa subito conoscenza di una ragazzina ribelle e arrogante: una macchietta, che sembra riassumere tutte le caratteristiche del protagonista ideale di uno YA, a cui nel giro di qualche pagina si affianca un ragazzo timido e riservato, buono e intrappolato in una vita da cui vorrebbe solo fuggire.
Si ha sempre più la sensazione di avere tra le mani l’ennesima coppia Bella/Edward e manca solo il Jacob di turno per completare il quadro.
Fortunatamente niente di tutto ciò accade e, pagina dopo pagina, la trama si infittisce risucchiando il lettore in una storia che tiene con il fiato sospeso, spaventa, inquieta e fa emozionare senza ricorrere a trucchetti o a romanticismo da quattro soldi.
L’autrice ha creato un mondo credibile e complesso: un sistema di città dove mostri e umani convivono grazie a quello che sembra essere un patto di non belligeranza fragile e compromesso. Sarebbe stato interessante sapere qualcosa di più sul contesto in cui le vicende si svolgono e sul perché siano nati questi mostri e siano insorte le problematiche intorno a cui il romanzo ruota. Qualche informazione in più non avrebbe guastato ma, trattandosi di una saga, spero che l’autrice spenderà qualche parola in più nei prossimi capitoli.
Altro neo è stata la protagonista femminile, Kate, adolscente ribelle e sbruffona sempre sull’orlo dell’eroina perfetta senza macchia e senza paura.
La giovane età dei protagonisti è coerente con il pubblico a cui è rivolto il romanzo, ma rende poco credibili alcuni passaggi che avrebbero reso meglio con personaggi più maturi.

Il mio voto è 9,5/10: l’ho divorato in poco più di ventiquattro ore (complici due lunghi viaggi in treno e la relativa attesa nelle stazioni) e, come ho già scritto, lo stile dell’autrice mi ha letteralmente rapito e trascinata in un mondo tetro e affascinante in cui spero di ritornare molto presto.
Qualche piccolo difetto ha fatto scendere appena il mio giudizio, ma sono dettagli che non compromettono minimamente la validità del romanzo.

*Annrose Jones

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Il Mago

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IL MAGO

Autore: Ursula Le Guin
Casa editrice: Mondadori
Anno: 1968

.: SINOSSI :.

Nel mondo incantato di Terramare, fatto di arcipelaghi e di acque sconfinate, un ragazzo si mette in viaggio verso l’isola di Roke e la sua Scuola di maghi, dove apprenderà le parole per sconfiggere creature favolose, guarire i malati, governare gli elementi, piegare gli uomini e la natura al proprio volere. “Sparviere” è il soprannome con cui lo conoscono al villaggio, Ged il nome segreto da rivelare solo agli amici fidati. E di amici Ged ne avrà certo bisogno, per superare indenne il lungo, avventuroso apprendistato che lo condurrà all’estremo limite del mondo, ai margini dell’Oceano Aperto, dove dovrà misurarsi con l’Ombra e con la parte più oscura della propria anima. Solo quando Ged sarà diventato un potente mago, Signore del Draghi, potrà affrontare le forze dell’oscurità che minacciano di sopraffare Terramare e riportare la magia in una terra che ne ha disperato bisogno.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Se vi è piaciuto Harry Potter, rimarrete sicuramente affascinati anche dal primo romanzo della saga di Terramare di Ursula Le Guin
La parte fondamentale del romanzo è, a mio avviso, il carattere del giovane protagonista: Ged ha tutto meno che la stoffa dell’eroe. Arrogante, geloso, orgoglioso e  pieno di sé, mostra al pubblico tutto quello che non ci si aspetta da lui, almeno fino a quando non corre verso la propria rovina evocando un’Ombra senza nome.
Sottolineo il fatto che l’Ombra sia priva di nome poiché, nell’universo creato dalla Le Guin, la magia funziona solo quando il mago è in grado di nominare il Vero Nome della cosa che desidera controllare: la ricerca del nome dell’Ombra è dunque una parte cruciale del viaggio che Ged dovrà affrontare.
Naturalmente, come in ogni buon fantasy, il viaggio di Ged non si consuma solo nella realtà ma soprattutto nella sua anima: per liberarsi dalle proprie paure, dalle proprie ansie ed essere libero, Ged dovrà scoprire il suo vero io e soprattutto accettarlo
Il romanzo ha un buon fondo pedagogico che lo rende più che adatto anche a lettori piuttosto giovani: si parla di equilibrio tra bene e male, sia nel mondo sia nel proprio io; viene spiegato che abitare nel mondo significa rispettarlo e rispettarsi a vicenda; di come la magia, o qualsiasi altro potere, vada usato con cautela perché ad ogni causa corrisponde un effetto. Si parla anche di amicizia e di crescita.
Si parla di scegliere il bene in modo consapevole e solo dopo aver accettato la presenza del male dentro di sé.
Lo stile è piuttosto semplice, a tratti la trama risulta un po’ noiosa: terminata la fuga di Ged dall’Ombra il ragazzo decide di affrontarla di petto e comincia dunque ad inseguirla, questo porta il protagonista a viaggiare in lungo e in largo e in certi momenti si perde il senso di quella disperata rincorsa.

Complessivamente, darei al romanzo un 8/10. Pur non avendomi stupita esageratamente, il libro è obiettivamente interessante e tratta tematiche molto importanti.
Lo consiglierei soprattutto a lettori giovani, dai tredici anni in su circa. Può essere in ogni caso apprezzato più o meno a tutte le età.

*Enjolras

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